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Atti vandalici in città, l’appello delle nove associazioni agli atripaldesi: «tutti insieme per preservare il bene comune»

Pubblicato in data: 24/11/2015 alle ore:15:56 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Atto vandalico targa don Peppe Diana1Nove associazioni cittadine si mobilitano contro gli atti vandalici e sottoscrivono un manifesto d’impegno. “Sentinelle del Bene Comune” è il nome dell’iniziativa nata all’indomani delle ripetute azioni di vandalismo che hanno avuto come obiettivo il monumento ai caduti di piazza Umberto, la targa d’intitolazione delle villa comunale al parroco anticamorra Don Peppe Diana e l’arredo urbano.
Un manifesto dell’impegno sottoscritto dalle associazioni atripaldesi, dopo i tanti danni subiti dai beni comuni della città. Un manifesto condiviso da nove associazioni, nove realtà che ogni giorno lavorano nella cittadina del Sabato. Tra le associazioni che si mobilitano c’è il Presidio di Libera Atripalda “Pasquale Campanello”, il Gruppo Scout Atripalda I, La piazzetta degli Artisti, la Pro Loco Atripalda, l’associazione Cambia-Menti, A’Potea, il Forum dei Giovani di Atripalda, l’Associazione Giancarlo Imbimbo ed infine l’Associazione Culturale Alvanite.
«Ancora una volta siamo chiamati a fare la nostra parte – inizia così il manifesto pubblico che ha come simbolo una lampadina con i colori della pace -. In qualità di cittadini responsabili, di associazioni che operano ogni giorno sul territorio atripaldese per dare solarità e bellezza alla città, abbiamo ritenuto opportuno unire le nostre forze per continuare a remare con maggiore intensità verso la giusta e condivisa direzione. Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a tale situazione: non solo la targa di Don Peppe Diana, ma anche il Monumento ai Caduti, la Dogana, le giostrine per bambini, sono stati ripetutamente imbrattati, danneggiati. Sappiamo bene che si tratta, per l’ennesima volta,  di una bravata, di un gesto fatto senza dar peso a quello che avrebbe provocato,  di un vero e proprio atto di vandalismo. Ciò nonostante tutto questo ci lascia attoniti, increduli, dispiaciuti e ci fa pensare che forse quello fatto fin ora non è ancora abbastanza».
Da qui l’impegno ad essere sentinelle sul territorio: «per quanto rammaricati, non possiamo permetterci di rimanere inermi: questi gesti sono la conseguenza di una sbagliata o mancata educazione al rispetto del bene comune; essendo noi, luogo di incontro, di confronto, è nostro compito, allora, provare ad educare la società ad amare il proprio territorio, insegnando a rispettare quelli che sono i luoghi del vivere quotidiano e a generare relazioni fondate su rispetto reciproco, sulla fratellanza e sull’accoglienza».
Un patto per dar vita ad un rete sul territorio: «Se siamo qui riuniti è perché abbiamo compiuto una scelta: non vogliamo, e non dobbiamo, sottrarci alle nostre responsabilità, sappiamo bene che il primo passo per un cambiamento non possiamo che farlo noi, e da  oggi saremo la rete delle “Sentinelle del bene comune”. Una rete che si propone di lavorare in sintonia sul territorio promuovendo progetti di rivalutazione  e riqualificazione degli spazi, creando una collaborazione con le scuole, che sono il fulcro dell’educazione e della costituzione dei ragazzi».
Il manifesto si conclude con un invito rivolto a tutti i cittadini: «il nostro non vuole essere un vigilare dall’alto ma deve essere un lavorare insieme con chi vive il paese, perché tutti i cittadini hanno il compito di preservare il bene comune. Questo vuole essere solo un punto di partenza e un invito a fare sempre di più, rivolto a tutta la cittadinanza atripaldese, e a tutti coloro che si sentono in dovere di fare la propria parte. Se vogliamo che realmente qualcosa si smuova, che qualcosa cambi, dobbiamo essere noi i protagonisti di questo presente, la testimonianza e l’esempio di giusti e sani valori, senza demandare ad altri».

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