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Inchiesta buste paga gonfiate al Comune, domani mattina indagati dinanzi al Gip. Il sindaco Spagnuolo: «positiva l’azione della Procura, provvedimento moralmente ed eticamente corretto»

Pubblicato in data: 20/12/2015 alle ore:13:56 • Categoria: CronacaStampa Articolo

tribunale-av-ingressoInchiesta buste paga gonfiate al Comune, domani mattina compariranno dinanzi al Gip del Tribunale di Avellino, Vincenzo Landolfi, i quattro dipendenti coinvolti nell’inchiesta.
Un passaggio che arriva dopo pochi giorni dal sequestro dei conti di tre dei quattro indagati dalla Procura della Repubblica di Avellino che lo scorso 25 marzo ha chiesto la sospensione dal servizio.
A chiedere la misura interdittiva il Pm Fabio Massimo Del Mauro sulla quale ora dovrà domani pronunciarsi il Gip, che interrogherà i quattro difesi dai penalisti Alfonso Maria Chieffo e Gianfranco Iacobelli.
I quattro sono stati un mese fa reintegrati nel posto di lavoro a seguito della sentenza emessa dal Collegio della Sezione Lavoro del Tribunale di Avellino che, condannando il Comune alle spese legali, aveva accolto il reclamo presentato dei quattro ad inizio novembre ordinandone il reintegro a lavoro, a seguito di sospensione in via cautelare emessa con provvedimento sindacale e decurtazione del 50% dello stipendio.
Una richiesta quella del Pm che segue di pochi giorni l’azione posta in essere dagli uomini della Questura di via Palatucci che hanno dato esecuzione a tre provvedimenti di sequestro preventivo per l’importo di 162.000 euro a carico di tre degli indagati. «Non abbiamo nessuna ufficialità. Quello della Procura è un provvedimento in linea con l’esigenza di sospensione che avevo avvertito anch’io tempo addietro – commenta il sindaco Paolo Spagnuolo -. Avevo avvertito questa esigenza per tutelare l’immagine del comune. Non mi sembrava giusto, rispetto ad ipotesi di somme indebitamente percepite, stare lì a pagare e ringraziare chi aveva fatto questo. Adesso  la richiesta della Procura sarà differente e certamente legata al buon andamento dell’indagine. Sia il mio decreto di sospensione che questo no hanno una valenza punitiva ma cautelativa per la buona immagine del comune. Perciò lo accolgo positivamente, visto che quel provvedimento lo ritengo moralmente ed eticamente corretto».

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