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Inchiesta buste paga al Comune, dopo Natale la decisione del Gip del Tribunale di Avellino

Pubblicato in data: 22/12/2015 alle ore:10:00 • Categoria: CronacaStampa Articolo

Blitz al Comune, polizia con faldoni1Si conoscerà solo dopo Natale la decisione del Gip del Tribunale di Avellino, Vincenzo Landolfi, che ieri mattina ha interrogato i quattro dipendenti coinvolti nell’inchiesta buste paga gonfiate al Comune.
I quattro, difesi dai penalisti Alfonso Maria Chieffo e Gianfranco Iacobelli, sono stati infatti sentiti, uno ad uno, nella stanza al secondo piano di Palazzo di Giustizia dal Giudice delle indagini preliminari che dovrà ora pronunciarsi sulla richiesta della sospensione dal lavoro presentata dalla Procura di Avellino, diretta dal dottor Cantelmo, lo scorso 25 marzo. Una misura interdittiva avanzata dal Pm Fabio Massimo Del Mauro che segue il fascicolo.
Il Gip Vincenzo Landolfi si è così riservato di decidere nei prossimi giorni dopo aver ascoltato ieri mattina le motivazioni addotte a difesa dai quattro indagati.
Un lungo interrogatorio che arriva pochi giorni dopo l’azione posta in essere dagli uomini della Questura di Avellino che hanno dato esecuzione a tre provvedimenti di sequestro preventivo per l’importo di 162.000 euro sui conti correnti intestati a tre dei quattro indagati.
I quattro sono stati un mese fa reintegrati nel posto di lavoro dalla sentenza emessa dal Collegio della Sezione Lavoro del Tribunale di Avellino che, condannando il Comune alle spese legali, aveva accolto il reclamo presentato dei quattro ad inizio novembre.
I giudici del Lavoro ne hanno ordinato il reintegro al Comune a seguito di sospensione in via cautelare emessa con provvedimento sindacale e decurtazione del 50% dello stipendio.
Dei quattro in questo mese solo due, dopo la sentenza a loro favorevole, si sono ripresentarsi a lavoro.
La voce finita sotto la lente d’ingrandimento della Polizia è quella delle indennità chilometriche, che i quattro avrebbero gonfiato a dismisura nell’inchiesta partita dalla denuncia presentata proprio dal sindaco Spagnuolo negli uffici in via Palatucci.
Secondo quanto emerso dalla indagini i quattro sarebbero responsabili, in concorso, di aver posto in essere attività illecita consistente nell’inserire nel sistema informatico, voci stipendiali non dovute in relazione ai livelli retributivi previsti per le qualifiche rivestite, disponendo mandati di pagamento recanti importi maggiorati che venivano inoltrati alla Tesoreria comunale che procedeva così all’accredito finale dello stipendio.
In alcuni casi l’attività d’indagine ha permesso di individuare che le buste paga gonfiate venivano utilizzate dagli indagati per accedere a benefici di credito per la cessione del quinto dello stipendio presso alcune società di finanziamento. E ciò avveniva anche creando documentazione falsa a firma degli indagati seppur non competenti all’inoltro di tali istanze.

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