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Operazione Carabinieri, il 39enne atripaldese accusato di aver trovato l’alloggio in Largo Pergola al reggente del clan Lo Russo

Pubblicato in data: 13/1/2016 alle ore:09:00 • Categoria: Cronaca

largo-pergola-1C’è un atripaldese tra i diciotto arrestati dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli all’alba di ieri perché ritenuti affiliati al clan camorristico dei “Lo Russo” operante nella zona nord del capoluogo partenopeo e dedito al traffico di stupefacenti, sigarette e carburante. L’atripaldese, C.L. le sue iniziali, del ’77, è accusato infatti di aver assicurato un alloggio in città a pochi passi dal Comune, in Largo Pergola, alla latitanza di Luigi Russo ritenuto il reggente del clan Lo Russo.
Gli uomini della Benemerita hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Napoli per i reati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, sigarette e carburante di contrabbando.
Stazione carabinieri AtripaldaUn’operazione che ha avuto  anche il plauso del sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, coordinatore del Nuovo Centrodestra in Campania.
In Irpinia i carabinieri della stazione di Atripalda, coordinati dagli uomini della Benemerita di Napoli e guidati dal comandante Costantino Cucciniello. hanno tratto in arresto, un 39enne del luogo con l’accusa di favoreggiamento personale con l’aggravante dell’articolo 7 per concorso esterno in associazione camorristica. L’uomo, C.L. le sue iniziali, del ’77, è accusato infatti di aver procurato un appartamento in Largo Pergola, al latitante Luigi Russo, 28 anni, affiliato al clan Lo Russo, arrestato a fine settembre 2014 proprio nella cittadina del Sabato e ricercato da sei mesi con due mandati di cattura che pendevano sulle sue spalle: uno per tentato omicidio, l’altro per associazione finalizzata al traffico di droga e per associazione mafiosa.
L’accusa nei confronti del 39enne atripaldese arrestato ieri e di aver trovato l’alloggio al latitante napoletano proprio nel cuore del centro storico cittadino. L’attività investigativa, infatti, subito dopo l’arresto del latitante napoletano, è proseguita senza sosta.
La notizia che proprio nella cittadina del Sabato un famoso latitante napoletano avesse trovato rifugio fece scalpore in Irpinia. Luigi Russo si nascondeva con la moglie in un appartamento in Largo Pergola, la piazzetta del centro storico lungo salita Palazzo, che ospita l’Ufficio tecnico comunale e l’ingresso pedonale per la scuola materna di via San Giacomo. Il ventottenne, detto Giggiotto, era ritenuto dagli investigatori personaggio di spicco del clan Lo Russo in cui, dopo l’arresto a Nizza di Antonio e Davide Lo Russo, svolgeva il ruolo di reggente. Si era dato alla fuga subito dopo un agguato per vendicare la morte di un esponente del cartello.  Quando i militari, oltre una trentina impegnati nell’operazione di cattura, fecero irruzione nell’appartamento atripaldese, l’uomo per sfuggire cercò di trarre in inganno i carabinieri, mostrando loro una carta d’identità falsificata. Un raggiro però che non valse a nulla. Ai suoi polsi scattarono le manette, ponendo fine ai sei mesi di latitanza.

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