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Buste paga gonfiate, il sindaco Spagnuolo: «ora attendiamo il rinvio a giudizio, Comune parte civile per recupero somme indebitamente percepite e ristorare la comunità dal danno d’immagine». FOTO blitz di ieri mattina

Pubblicato in data: 15/1/2016 alle ore:09:00 • Categoria: Cronaca, ComuneStampa Articolo

polizia , sindaco con castelloSospesi dal lavoro tre dipendenti comunali indagati di aver gonfiato indebitamente le proprie buste paga. Gli Agenti della Squadra Mobile della Questura di Avellino, guidati dal dottor Marcello Castello, ieri mattina hanno bussato nuovamente al portone di Palazzo di città per dare esecuzione ai provvedimenti della misura cautelare della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio. La sospensione ha una durata di 12 mesi. Un passaggio che arriva dopo che i quattro sono comparsi prima di Natale dinanzi al Gip del Tribunale di Avellino, Vincenzo Landolfi, al quale si era rivolta la Procura della Repubblica,  con il Pm Fabio Massimo Del Mauro, per chiederne la sospensione dal servizio.
polizia al comune di atripaldaI quattro infatti erano stati ad inizio di novembre scorso reintegrati nel posto di lavoro a seguito della sentenza emessa dal Collegio della Sezione Lavoro del Tribunale di Avellino che, condannando il Comune alle spese legali, aveva accolto il reclamo presentato dai quattro a seguito di sospensione in via cautelare emessa con provvedimento sindacale e decurtazione del 50% dello stipendio.
Prima di Natale gli uomini della Questura di via Palatucci avevano inoltre dato esecuzione a tre provvedimenti di sequestro preventivo per l’importo di 162.000 euro sui conti correnti a carico di tre degli indagati. Gli stessi che sono ritenuti responsabili di aver posto in essere, in concorso, un’attività illecita consistente nell’inserire nel sistema informatico voci stipendiali non dovute in relazione ai livelli retributivi previsti per le qualifiche rivestite, disponendo altresì mandati di pagamento recanti importi maggiorati che venivano inoltrati alla Tesoreria comunale che procedeva all’accredito dello stipendio. Inchiesta partita alla fine dello scorso febbraio da denuncia presentata in Questura dal primo cittadino.
polizia 2Indagine complessa visto la mole di documentazione contabile sequestrata e visionata. Lo stratagemma usato consisteva nell’inserirsi all’interno del sistema, agevolati anche dalla loro funzione dirigenziale in seno al Comune, ritoccare a proprio vantaggio gli stipendi, inserendo voci non corrispondenti all’effettiva attività prestata, formare dei mandati di pagamento falsati in modo da scongiurare il controllo ed inviare tali emolumenti “taroccati” alla Tesoreria Comunale, che emetteva i pagamenti degli stipendi. In alcuni casi le buste paga “lievitate” venivano utilizzate dagli indagati per accedere a benefici di credito per la cessione del quinto dello stipendio presso alcune società di finanziamento; tutto ciò avveniva anche creando documentazione falsata a firma degli indagati seppur non competenti all’inoltro di tali istanze.
L’atto di sospensione ieri mattina è stato notificato ai tre e al sindaco che dovrà trasferire il provvedimento agli uffici. Il primo cittadino non nasconde la soddisfazione per il nuovo blitz della polizia. «Si tratta di un provvedimento con cui tre dei quattro indagati vengono sospesi dall’esercizio delle proprie funzioni al Comune a conferma innanzitutto della bontà dell’esigenza che il sindaco aveva riscontrato quando aveva emesso il decreto di sospensione – commenta il primo cittadino Paolo Spagnuolo -. E questo lo tengo a precisare perché qualcuno ha sostenuto che quel provvedimento non dovesse essere all’epoca adottato. Invece c’era da parte mia l’esigenza di allontanare gli indagati dalla struttura comunale. L’esigenza della Procura è ovviamente differente ma la finalità è la stessa. Un provvedimento assolutamente utile e che fa un po’ di chiarezza sulle indagini».
Il Comune è pronto a costituirsi parte civile: «il successivo atto che ci attendiamo è il rinvio a giudizio ed è chiaro che quando ci sarà il Comune senz’altro si costituirà parte civile perché la denuncia fu all’epoca inoltrata da me perché non solo di debbono recuperare le somme indebitamente percepite, ma soprattutto ristorare i cittadini e la comunità per il danno all’immagine che hanno ricevuto, ristorare la stragrande maggioranza dei dipendenti che sono onesti e che quindi a loro volta in questi mesi hanno subito un danno alla propria onorabilità e reputazione».

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8 risposte a “Buste paga gonfiate, il sindaco Spagnuolo: «ora attendiamo il rinvio a giudizio, Comune parte civile per recupero somme indebitamente percepite e ristorare la comunità dal danno d’immagine». FOTO blitz di ieri mattina”

  1. Giorgio ha detto:

    Ma vi costituirete parte civile anche su chi doveva controllare e non lo ha fatto?

  2. Nappo Carmela ha detto:

    che vergogna che questi 4 dipendenti non hanno restituito soldi devono essere licenziati.
    bisogna avere lo stipendio rispettando le regole non rubare soldi dei altri

  3. Lupone ha detto:

    X Giorgio:
    sagge parole.

  4. Attenti al lupo ha detto:

    Renzi avrebbe dichiarato:
    I fannulloni e gli assenteisti bisogna licenziarli entro. 48 ore.
    Penso che si debba dare uno sguardo in casa, in modo particolare alla vigilanza. Altro che ASSENTEISMO.

  5. cittadino ha detto:

    Una vera e propria telenovela.

  6. Nappo Carmela ha detto:

    è stata fatta la legge dalla fornero ex ministro del lavoro quando era al governo monti per disciplinare chi viene licenziato ma non per enti pubblici solo per enti privati.
    mi auguro che questa legge viene modificata anche a favore degli enti pubblici che possa disciplinare e possano essere lincenziati chi sbaglia

  7. Antonio ha detto:

    Chi doveva controllare credo , se la giustizia fa il suo corso, debba essere indagato come i 4.

  8. ABBASSSO LEGGE MERLI ha detto:

    PER ME IL SINDACO ERA IL VERO “KOLPEVOLE”!

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