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Morte di Marcello Cucciniello, lo zio Giulio deluso dalla risposta all’interrogazione di Sibilia: “Mi aspettavo presa d’atto dallo Stato Italiano, andremo avanti. Le ceneri di mio nipote nei luoghi della sua infanzia”

Pubblicato in data: 31/1/2016 alle ore:10:30 • Categoria: CronacaStampa Articolo

marcello cucciniello«Mi aspettavo una presa d’atto da parte dello Stato Italiano di come le cose in Thailandia non hanno funzionato e che quindi si prendessero provvedimenti per evitare che quanto accaduto a me potesse ripetersi in futuro. Sono profondamente deluso e sconcertato dalla risposta dell’interrogazione ministeriale presentata dal deputato Sibilia, andremo avanti», parole di rabbia e rammarico quelle di Giulio Urciuoli, lo zio di Marcello Cucciniello, il 23enne atripaldese morto in un incidente stradale sull’isola di Koh Samui in Thailandia lo scorso mese di settembre. Pochi giorni fa, infatti, il deputato irpino del Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia ha fatto sapere, infatti, di aver ricevuto risposta dal Ministero degli Esteri all’interrogazione presentata per far luce sulla drammatica vicenda di Marcello all’indomani delle dichiarazioni dei familiari di ritorno dalla Thailandia. «Ero solo in terra straniera straziato dalla morte di mio nipote, nessuno mi ha accolto e aiutato anzi. Mi hanno consigliato bellissimi ristoranti in cui mangiare come fossi in vacanza, non mi hanno detto in quale dei quattro ospedali si trovasse Marcello, mi palleggiavano le telefonate da un ufficio all’altro chiedendomi di contattare il console onorario che mai si è presentato sul luogo», Giulio Urciuoli ripercorre così i terribili giorni passati in Thailandia per cercare di riportare Marcello a casa e sbrigare l’iter burocratico del riconoscimento della salma e del rimpatrio in Italia. Fatto sui cui il parlamentare avellinese aveva chiesto conto alla Farnesina e al Ministero che così aveva risposto a firma del sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, Mario Giro: «L’ambasciata a Bangkok si è tenuta in quotidiano rapporto con i familiari, fornendo ogni possibile sostegno e assistenza prima al signor Urciuoli ed in seguito ai genitori del ragazzo, giunti sul posto: dalle prime informazioni ai contatti con il console onorario a Phuket, dall’assistenza logistica alla fornitura di un interprete italo-thailandese, dall’assistenza nel disbrigo delle procedure amministrative per il riconoscimento della salma e il rimpatrio in Italia fino alla richiesta alla polizia locale di condurre le indagini in modo rapido ed efficace». Affermazioni smentite punto su punto da Urciuoli: «Ad aiutarmi è stata una funzionaria dell’ospedale che, in lingua thai, ha chiamato per me la polizia che, a sua volta, ha svolto le indagini con grande sensibilità contattando anche l’agenzia cui ho fatto riferimento e che mi ha procurato l’interprete che però non parlava italiano».
Infine, un chiarimento anche sulla questione relativa alla deposizione delle ceneri del giovane in una piccola zona delimitata del Parco Pubblico atripaldese: «Marcello è stato cremato come sua volontà e l’Amministrazione ha accolto la domanda di mia sorella per far sì che le sue ceneri fossero sparse lì dove lui è cresciuto e ha offerto la possibilità di piantare un albero in sua memoria. Ho anche verificato che mai nessuno ad Atripalda ha mai fatto tale richiesta per cui non diventerà un nuovo cimitero come qualcuno dice». I familiari, inoltre, stanno raccogliendo fondi per creare una Fondazione per la realizzazione di un Osservatorio Planetario, probabilmente proprio nel Parco di San Gregorio.

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