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Lotta all’evasione tributaria in città, decine e decine le attività commerciali che non hanno pagato negli anni passati la Tarsu

Pubblicato in data: 11/2/2016 alle ore:10:53 • Categoria: Attualità, ComuneStampa Articolo

Comune, vetrata ingressoDalla lotta all’evasione tributaria in città emergono decine e decine di attività commerciali che non hanno mai pagato negli anni passati la Tarsu. Il dato preoccupante, che incide negativamente anche sulla tenuta dei conti del bilancio comunale, è venuto alla luce durante uno screening effettuato dal V Settore (Entrate-Affari Generali-Contenzioso-Demografici), diretto dal responsabile dottor Enrico Reppucci. Con una determina dirigenziale è stato infatti approvato l’elenco dei contribuenti parzialmente o totalmente inadempienti relativamente alla Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani con un totale di 27 avvisi di accertamento emessi nei confronti di altrettanti attività commerciali per un ammontare complessivo di 199.612,00 euro relativamente agli anni 2010-2011-2012.
«Si tratta di ingiunzioni di pagamento – spiega l’assessore alle Finanze e Patrimonio, Domenico Landi – nei confronti di operatori economici che risultano evasori rispetto alla Tari. A questi accertamenti sono seguiti gli invii dell’ingiunzione di pagamento».
Sull’elenco dei contribuenti morosi, elaborato dalla Gamma Tributi Srl, società esterna che ha preso il posto di Equitalia e che ha in appalto il servizio di recupero coattivo delle somme non pagate, vige il massimo riserbo e privacy.
L’imprenditore che riceverà gli avvisi avrà quindi 60 giorni di tempo per sanare la propria posizione debitoria nei confronti dell’Ente comunale altrimenti si procederà con il recupero coattivo della somma richiesta a meno che il contribuente non dimostri la correttezza della propria posizione.
L’Amministrazione da mesi sta così accelerando nella caccia ai morosi totali e parziali nella cittadina del Sabato. Al V Settore il compito di effettuare i controlli alla ricerca di quelli che sfuggono in parte o totalmente all’imposizione fiscale locale. Al secondo piano di Palazzo di città è all’opera una task-force per  l’accertamento dell’evasione sui tributi locali, di riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali e di individuazione dell’evasione erariale. Uno screening serrato che sta producendo i suoi frutti.
Ai Raggi X ci sono le imposte su Tarsu, Ici, Tosap ed altri tributi comunali relativi agli anni dal 2010. Da qui l’invio di ingiunzioni di pagamento che per la sola tassa sui rifiuti solidi urbani ammonta a circa 650 mila euro.
Una complessa ed enorme attività voluta dall’Amministrazione con l’obiettivo di evitare che vi siano contribuenti atripaldesi che sfuggano in parte o totalmente all’imposizione fiscale. Una necessità di incassare alla luce anche dell’entrata in vigore del Bilancio di cassa. Una verifica effettuata ad ampio raggio su tutto il territorio comunale incrociando la banca dati in possesso all’anagrafe comunale con quelli dell’Agenzia delle entrate, Camera di Commercio e Catasto.
«Il controllo degli uffici si estenderà a partire dal prossimo mese anche alle utenze domestiche – prosegue l’assessore alle Finanze e Patrimonio del Comune -. Prima di inviare queste ingiunzioni ci siamo premurati di istituire, con l’approvazione in Consiglio comunale e Giunta, la possibilità di far rateizzare tali importi».
Quindi i contribuenti atripaldesi che hanno ricevuto o riceveranno le ingiunzioni di pagamento potranno rateizzare le somme, frazionandole in più importi meno gravosi.
Si tratta di contribuenti che debbono pagare la differenza o che non hanno pagato rispetto a quanto dovevano. Le ingiunzioni di pagamento riguardano la riscossione coattiva che segue gli avvisi di accertamento. «Non è una caccia agli evasori ma una normale attività di recupero della riscossione che diventa ancora più importante alla luce dell’entrata in vigore del Bilancio redatto per cassa – conclude Landi -. Per cui se il Comune non incassa non può spendere o pagare».

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3 risposte a “Lotta all’evasione tributaria in città, decine e decine le attività commerciali che non hanno pagato negli anni passati la Tarsu”

  1. Adriano ha detto:

    Si è scoperto l’acqua calda. E adesso cosa farete?
    Vi farete male voi stessi cari amministratori. Avete aspettato 4 anni dal vostro insediamento.

  2. Peleo ha detto:

    Si fà un cattivo uso della PRIVACY. Chi non paga le tasse è un evasore che con il suo modo di fare danneggia i cittadini onesti. QUESTO NON E’ GIUSTO. Allora perché non pubblicare l’elenco di questi evasori? Solo cosi si potrà capire come mai siano potuti sfuggire alle attenzioni dell’ufficio tributi e averla fatta franca fino ad oggi. Chi rimborserà all’Amministrazione gli anni prescritti?

  3. uno che ha sempre pagato ha detto:

    Commercianti che per anni non hanno mai pagato la MUNNEZZA e nessuno mai li ha scoperti.
    Ma voi ci credete ancora alla Befana?
    Io no.

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