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Scontro nel Pd, il dimissionario segretario Malavena: «Forti lacerazioni interne, nessuna unità d’intenti e con l’Amministrazione mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati»

Pubblicato in data: 26/5/2016 alle ore:21:33 • Categoria: Politica, Partito DemocraticoStampa Articolo

gerardo-malavena«Forti lacerazioni interne, nessuna unità d’intenti nel partito e con l’Amministrazione c’è stata collaborazione ma non il raggiungimento degli obiettivi prefissati». Getta la spugna il segretario cittadino del Pd, Gerardo Malavena a distanza da due anni dalla sua elezione e meno di dodici mesi dal voto amministrativo. La decisione maturata da tempo e comunicata con una lettera aperta, è legata soprattutto alle frizioni e spaccature interne che la dirigenza locale non è riuscita a far superare. Troppo distanti le posizioni tra le quattro anime interne, quella che si riconosce intorno alla figura della componente di governo cittadino con il vicesindaco Luigi Tuccia e il dimissionario Gerardo Malavena che sostengono l’Amministrazione Spagnuolo, l’area dell’onorevole Valentina Paris e quelle di minoranza più critiche con il gruppo dell’ex sindaco Aldo Laurenzano e la componente  che si riconosce sulle posizioni dell’ex assessore Tony Troisi.
Distanze mai ricucite in questi mesi che hanno spinto Malavena perciò a lasciare la guida del partito.
Critico Malavena appare anche con l’Amministrazione Spagnuolo: «Ho fatto da collante e cuscinetto per collaborare alla crescita amministrativa. Al sindaco presentammo lo scorso anno un programma di fine mandato che fissava gli obiettivi da raggiungere, di cui ad oggi è stato concretizzato poco. Per cui non so fino a che punto ci possa essere ancora unità d’intenti».
Il segretario dimissionario ha anche inviato una lettera ai componenti del direttorio provinciale di via Tagliamento (gli onorevoli De Luca, Famiglietti, Paris e D’Amelio), proponendo, fino al prossimo congresso cittadino, la guida del Circolo ad un gruppo di reggenza composto dall’attuale segreteria cittadina (Costantino Pesca, Antonio Iannaccone ed Emanuela Auriemma) «perché ritengo – conclude – che, in questi anni, abbia svolto al mio fianco un duro ed intenso lavoro che non dovrà in alcun modo essere vanificato. Visti i numerosi impegni politici che ci attendono nei prossimi mesi, credo che questa strada sia l’unica percorribile, per non mostrare un Pd fragile, diviso e pieno di contraddizioni. Mi auguro che la reggenza atripaldese riesca a coinvolgere le minoranze e che quest’ultime siano disposte a lavorare e confrontarsi».

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