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La Soprintendenza Archeologica della Campania richiede alla Procura di Avellino il dissequestro di Abellinum

Pubblicato in data: 26/7/2016 alle ore:09:32 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

antica-abellinum3La Soprintendenza Archeologica della Campania richiede alla Procura di Avellino il dissequestro di Abellinum. Con una nota a firma del Soprintendente, architetto Francesca Casule, l’Ente di tutela si è rivolta così alla procura diretta dal dottor Cantelmo per richiedere il dissequestro dell’area del Parco archeologico. Un’azione che punta a rendere di nuovo fruibile il sito archeologico di via Manfredi, chiuso al pubblico da anni a seguito di un contenzioso civile e anche penale tra Soprintendenza, Procura e Comune (costituitosi parte civile per i danni) da una parte ed eredi Dello Iacono dall’altra, che stenta a trovare la parola fine. Una controversia culminata con il procedimento penale ancora in corso ed avviato nel 2012 proprio dalla Procura di Avellino contro la famiglia Dello Iacono per danneggiamento del sito archeologico, posto in essere con l’azione del Pm Patscot e dei militari del Nucleo Tutela Culturale di Napoli e della sezione Pg della Procura, che allora apposero i sigilli per sequestrare l’intero parco (circa 2500mila metri quadri estesi per 25 ettari comprese le mura perimetrali).
La Procura della Repubblica di Avellino ne affidò la custodia alla Soprintendenza Archeologica di Salerno e Avellino nella persona della funzionaria responsabile dell’epoca, dottoressa Maria Fariello.
«Poiché si è concluso l’iter di acquisizione al patrimonio dei beni da parte dello Stato – si legge nella nota – ed anche ultimati i lavori di restauro, si voglia valutare la opportunità di dissequestrare gli immobili onde consentire nuovamente la fruibilità del parco».
Un nuovo capitolo della lunga saga che il consigliere delegato ai Beni Culturali, Lello Barbarisi, commenta così: «Il Ministero dei Beni Culturali ha richiesto alla Procura della Repubblica di Avellino il dissequestro dell’area archeologica parco di Abellinum e essendo venuti meno i presupposti che nel giugno 2012 costituirono le ragioni del sequestro cautelativo operato dall’allora procuratore capo Di Popolo. Ciò perché risulta acquisito a patrimonio dello stato anche l’ulteriore 50% della proprietà in capo agli eredi Dello Iacono per effetto del quarto ed ultimo decreto di esproprio. Naturalmente questo è un risultato per noi importantissimo perché conclude una vicenda durata troppo a lungo e sulla quale siamo stati presenti fin dall’inizio del nostro insediamento. Un lavoro silenzioso che ci regala adesso grande soddisfazione perché riteniamo oramai che non vi siano più condizioni ostative alla riapertura del parco di Abellinum che auspichiamo possa accadere nel minor tempo possibile. Ci tengo a ringraziare per l’impegno profuso in questa direzione dalla dottoressa Maria Fariello, oramai in congedo, e del funzionario, dottor Riccardo Capuano oltre che la mia Pro Loco per le tante campagne di sensibilizzazione portate avanti in questi anni.
Nel mentre si conseguiva tale obiettivo, avevamo già posto inoltre in essere in Protocollo d’intesa con la Soprintendenza Archeologica uno studio di fattibilità per la messa a sistema dell’intero patrimonio dei beni culturali di cui disponiamo ed avendo quale elemento centrale il Parco di Abellinum, un progetto di valorizzazione che si appresta ad entrare nella fase preliminare e che il nostro gruppo di progettazione presenterà il 26 di agosto nella chiesa di San Nicola da Tolentino in via Roma. Un lavoro candidato ad essere finanziato dai Fondi Europei. Nell’immediato una proposta progettuale tesa al ripristino delle mura ed alla tenuta di un evento celebrativo in occasioen della riapertura al pubblico di Abellinum».

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Una replica a “La Soprintendenza Archeologica della Campania richiede alla Procura di Avellino il dissequestro di Abellinum”

  1. s.v. ha detto:

    CIOE’ IL COMUNE HA SPONSORIZZATO “L’ARCHEO PERCORSO DI ABELLINUM” SAPENDO CHE LA CIVITA E’ SOTTO SEQUESTRO?
    POTEVA INVESTIRE MEGLIO…

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