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La Procura della Repubblica dissequestra il parco di Abellinum: la Soprintendenza ora potrà riaprirlo al pubblico

Abellinum gennaio 2015 n.1La Procura della Repubblica dissequestra il parco di Abellinum e la Soprintendenza potrà riaprirlo al pubblico.  Era stata proprio la Soprintendenza Archeologica della Campania nel luglio scorso a richiederne il dissequestro al dottor Cantelmo essendo venuti meno i presupposti che nel giugno 2012 costituirono le ragioni del sequestro cautelativo operato dall’allora procuratore capo Di Popolo.
Una decisione che consente di rendere di nuovo fruibile il sito archeologico di via Manfredi, chiuso al pubblico da anni a seguito di un contenzioso civile e anche penale tra Soprintendenza, Procura e Comune (costituitosi parte civile per i danni) da una parte ed eredi Dello Iacono dall’altra, che stenta a trovare la parola fine. Una controversia culminata con il procedimento penale ancora in corso ed avviato nel 2012 proprio dalla Procura di Avellino contro la famiglia Dello Iacono per danneggiamento del sito archeologico, posto in essere con l’azione del Pm Patscot e dei militari del Nucleo Tutela Culturale di Napoli e della sezione Pg della Procura, che allora apposero i sigilli per sequestrare l’intero parco (circa 2500mila metri quadri estesi per 25 ettari comprese le mura perimetrali). La Procura della Repubblica di Avellino allora ne affidò la custodia alla Soprintendenza Archeologica di Salerno e Avellino nella persona della funzionaria responsabile dell’epoca, dottoressa Maria Fariello. Ieri mattina l’incontro in Procura con la Soprintendenza per procedere al dissequestro dell’area.
«Dopo quarant’anni e quattro espropri c’è grande soddisfazione per il risultato che arriva con non poca fatica. Una restituzione che ci consente di poter guardare al futuro con grande ottimismo  – dichiara soddisfatto il delegato alla Tutela e alla Valorizzazioni del Patrimonio dei Beni Culturali, Lello Barbarisi -. Finalmente oggi (ieri nrd.)abbiamo messo fine ad una vicenda che non era più sopportabile. Un risultato possibile essendo venuti meno i presupposti che nel giugno 2012 costituirono le ragioni del sequestro cautelativo e essendo acquisito a patrimonio dello stato anche l’ulteriore 50% della proprietà in capo agli eredi Dello Iacono per effetto del quarto ed ultimo decreto di esproprio. A breve avremo un incontro con il Soprintendente, architetto Francesca Casule, per pianificare degli interventi di valorizzazione del parco. Mi risulta che in questa direzione lei si sia già espressa con la volontà di calare sul parco una serie di iniziative anche progettuali».
L’Amministrazione ha già posto in essere uno studio di fattibilità per la messa a sistema dell’intero patrimonio dei beni culturali da rilanciare nell’ambito dell’Area Vasta. Un lavoro candidato ad essere finanziato da Fondi Europei.

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