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Primo Maggio, la festa del lavoro che non c’è

Pubblicato in data: 1/5/2017 alle ore:09:59 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Sono molti i Paesi del mondo  che celebrano in questa giornata la lotta dei lavoratori per la riduzione della giornata lavorativa a 8 ore.
Le battaglie per la conquista delle otto ore di lavoro al giorno (in Italia la legge è del 1923) portarono alla promulgazione di una legge nel 1867 nell’Illinois. La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.
A far cadere la scelta sulla data del primo maggio furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e conosciuti come rivolta di Haymarket: il 3 maggio i lavoratori in sciopero di Chicago si ritrovarono all’ingresso della fabbrica di macchine agricole McCormick, la polizia sparò sui manifestanti uccidendone due. Per protestare contro la brutalità delle forze dell’ordine gli anarchici locali organizzarono una manifestazione: il 4 maggio da una traversa fu lanciata una bomba che provocò la morte di sei poliziotti, mentre una una cinquantina rimasero feriti. A quel punto la polizia sparò sui manifestanti. Nessuno ha mai saputo né il numero delle vittime né chi sia stato a lanciare la bomba. Fu il primo attentato dinamitarfo nella storia degli Stati Uniti. Il 20 agosto 1887 il tribunale condannò a morte 8 anarchici, che furono impiccati l’11 novembre a Chicago. Uno di loro, August Spies, prima di morire riuscì a urlare: “Verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che oggi soffocate con la morte”.
In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo.
Durante il ventennio fascista, a partire dal 1924, la celebrazione fu anticipata al 21 aprile, in coincidenza con il Natale di Roma, divenendo per la prima volta giorno festivo con la denominazione “Natale di Roma – Festa del lavoro”. Fu poi riportata al primo maggio dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945, mantenendo lo status di giorno festivo.
Il primo maggio 1955 papa Pio XII istituì la festa di San Giuseppe lavoratore, perché tale data potesse essere condivisa a pieno titolo anche dai lavoratori cattolici. Dal 1990 i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil organizzano a Roma il ‘concertone’, rivolto soprattutto ai giovani: si tiene in piazza San Giovanni, dal pomeriggio a notte fonda.
Un Primo Maggio che oggi ha un significato ancora più forte per chi lotta per cercare un lavoro, per chi è morto di lavoro, per chi da sempre ha un lavoro precario, per chi muore perché il lavoro l’ha perso o non l’ha mai avuto.

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Una replica a “Primo Maggio, la festa del lavoro che non c’è”

  1. sergio ha detto:

    IO ho faticato

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