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Smaltimento rifiuti speciali pericolosi, domani gazebo in piazza degli “Amici di Beppe Grillo Atripalda”

Pubblicato in data: 19/7/2017 alle ore:14:29 • Categoria: MoVimento 5 Stelle Grillo, Politica

Una petizione popolare per andare incontro ai piccoli coltivatori sullo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi. A promuoverla il gruppo “Amici di Beppe Grillo Atripalda” che sta promuovendo una raccolta di firme tra i cittadini atripaldesi da presentare al Comune. «Tale petizione si è resa necessaria per poter permettere ai piccoli coltivatori di espletare lo smaltimento senza dover stipulare singolarmente un contratto con ditte autorizzate e diminuire sensibilmente la tariffa che reputiamo iniqua in rapporto alla produzione ottenuta».
Una petizione in riferimento alla nuova regolamentazione dello smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi che hanno origine dall’attività agricola di soggetti coltivatori utilizzatori non professionali. E per incentivare alla mobilitazione, domani giovedì 20 luglio, sarà allestito un gazebo in piazza Umberto, dalle ore 18.30 alle ore 21.30, presso cui i cittadini atripaldesi potranno recarsi, muniti di documento di riconoscimento, per apporre la propria firma. «La petizione seguita nello specifico da me e l’attivista Raffaele Marino – spiega Federico Giliberti -, nasce dalle esigenze espresse dai coltivatori non professionali che in questi giorni hanno seguito, nell’ex sala consiliare, il corso regionale per ottenere il patentino fitosanitario. La nuova normativa in materia ha introdotto degli obblighi che possono diventare un ostacolo insormontabile per chi ha un orto cosiddetto familiare e ha reso così necessaria la petizione che risponde ai seguenti punti: Incontra le esigenze dei cittadini che come piccoli coltivatori fanno davvero poco uso di prodotti fitosanitari, perché come prescritto dal Pan, esperiscono ogni tentativo possibile per portare a compimento una lotta biologica nelle loro coltivazioni e ricorrono al prodotto chimico solo quando indispensabile ed economicamente conveniente. Risolvere una questione di iniquità che il legislatore non si è posto (come spesso accade) perché non è giusto obbligare chi avrà 2/3 Kg annui di rifiuti speciali, misti fra pericolosi e non pericolosi, a dover sottoscrivere un contratto con un azienda di smaltimento facendogli pagare una quota annuale tra i 120 e i 150€. Non è normale infine consentire ad un rivenditore di maneggiare e quindi vendere prodotti fitosanitari e poi non autorizzarlo ad avere nella sua struttura o nei pressi un paio di cassonetti in cui riporre tali rifiuti (dicasi area di stoccaggio) per permettergli di ritirare quei limitatissimi quantitativi di confezioni e contenitori vuoti che restano da smaltire ai suoi stessi clienti. Ci si chiede perché non si sia legiferato come per lo smaltimento degli elettrodomestici che invece si  possono conferire a fine vita presso il rivenditore di fiducia? C’è qualche interesse lobbistico che ha spinto tale scelta? Evidentemente tutti i Comuni dovrebbero attivarsi per offrire in convenzione questo servizio con Tariffa Puntuale (calcolata sulla base di quanto prodotto) ai cittadini che ne fanno richiesta e indire una gara più che trasparente per assegnare l’incarico alla ditta autorizzata più competitiva. Già in passato il malaffare ha tirato i fili in queste attività di smaltimento dei rifiuti ed il Comune deve porre la massima attenzione a fenomeni di questo tipo».

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