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Armati di un grosso flex hanno cercato di aprirsi un varco nella saracinesca della gioielleria “La Rocca”: in manette la banda della tuta bianca. FOTO

Pubblicato in data: 8/9/2017 alle ore:12:30 • Categoria: CronacaStampa Articolo

Armati di un grosso flex all’alba di ieri hanno cercato di aprirsi un varco nella saracinesca per derubare la gioielleria “La Rocca”. Sfortunatamente per loro, un automobilista in transito, richiamato dai quei uomini vestiti con una tuta bianca, non ha esitato ad allertare con tempestività il 112. In un attimo i militari in servizio presso la Centrale Operativa di Avellino, hanno disposto l’invio della pattuglia della locale Stazione che piombata sul posto ha sorpreso i malfattori con le mani nel sacco.
E così sono stati intercettati e bloccati. A finire in manette sono stati tre uomini, provenienti dalle province di Napoli e Caserta, tutti di età comprese tra 35 e 45 anni, sorpresi nella flagranza di tentato furto aggravato.
La banda, dopo aver effettuato due grossi tagli alla serranda, stava tentando di forzarla per asportare la merce in vetrina. L’intento infatti non era quello di entrare all’interno dell’esercizio commerciale, ma di ripulire le vetrine d’esposizione, dove tuttavia, visto già un precedente tentativo subito con le stesse modalità, non c’erano articoli di valore.
I quattro sono entrati in azione intorno alle 3.30 sbucando, vestiti tutti con tute bianche che con il cappuccio copriva la testa, dal parcheggio del vicino supermercato Conad. Mentre due di loro facevano il palo, altri due hanno subito messo in azione il grande flex professionale per aprirsi un varco nella saracinesca. Avevano con loro anche una mazzola munita di un punteruolo che sarebbe servita per sfondare la vetrina e asportare i preziosi esposti.
A ritrarli nitidamente in ogni loro movimento le immagini delle telecamere esterne di cui è dotata la gioielleria e che sono ora al vaglio della Magistratura.
Al sopraggiungere delle pantere dei Carabinieri i quattro, vistisi scoperti, si sono dati ad una precipitosa fuga a piedi per le strade circostanti. Un maldestro tentativo visto il tranello teso loro dai Carabinieri che, con matura esperienza, sono intervenuti fin dall’inizio con una seconda Gazzella disposta in modo da tagliare ogni via di scampo ai tre presunti ladri, interrompendone inesorabilmente la corsa appena saliti a bordo della loro auto, parcheggiata poco distante. Condotti in Caserma, alla luce delle evidenze emergenti dalla flagranza di reato nonché da quanto emerso in sede dei consequenziali accertamenti, i predetti venivano dichiarati in stato di arresto e trattenuti presso le camere di sicurezza a disposizione della Procura della Repubblica di Avellino diretta dal dottor Rosario Cantelmo. All’esito dell’immediata perquisizione, gli stessi venivano sorpresi in possesso di tre paia di guanti da lavoro, tre cappelli e due scaldacollo. Percorrendo a ritroso il tragitto da loro effettuato per la fuga, i militari rinvenivano un terzo scaldacollo, una sega circolare professionale con motore a scoppio e una grossa mazzola del peso di sette chili. Sono in corso accertamenti al fine di identificare eventuali complici.
Non è la prima volta che provano a rubare l’accorsa gioielleria di via Roma. Alcuni mesi fa è stato posto in essere un tentativo di furto con la stessa tecnica praticando sempre con un flex un foro all’interno della serranda. Ma anche allora qualche imprevisto ha impedito che l’azione criminale andasse  a buon fine.
«In un mese e mezzo ci è capitato lo stesso tentativo di furto con le stesse modalità – racconta il titolare Mario Saporoso – solo che questa volta il danno che hanno fatto è maggiore. Fortunatamente sono stati finalmente presi. Il problema ch i carabinieri si danno tanto da fare ma poi i giudici dopo due ore dall’arresto li mettono fuori. E loro continueranno a fare questo lavoro. Ringraziamo il Comando dei Carabinieri di Avellino e Atripalda». Il titolare infine elogia il lavoro delle forze dell’ordine: «ad Atripalda ci sentiamo abbastanza tutelati grazie all’operato e al lavoro dei Carabinieri che fanno il loro dovere».

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