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Guerra al Tar, inammissibile il ricorso alle elezioni. L’ex primo cittadino: «eccezione assolutamente non condivisibile». Il sindaco: «Eravamo fiduciosi e siamo contenti: non si mette in discussione la volontà popolare»

Pubblicato in data: 28/9/2017 alle ore:13:30 • Categoria: Comune, Politica

Il Tar di Salerno dichiara inammissibile il ricorso promosso dai cinque consiglieri d’opposizione della lista “Noi Atripalda” capeggiata dall’ex sindaco democrat Paolo Spagnuolo. Accolta così dai giudici della Sezione Prima del presidente Francesco Riccio, l’eccezione di inammissibilità sollevata dagli avvocati difensori della neo Amministrazione targata Geppino Spagnuolo. Il Tribunale Amministrativo regionale non è entrato nel merito della trattazione, senza approfondire le irregolarità denunciate dal gruppo consiliare di “Noi Atripalda” che nei fatti chiedeva un annullamento parziale del voto in sei sezioni su dieci.
Il Tar ha compensato inoltre le spese ritenendo la questione assai controversa. Una sentenza che lascia l’amaro in bocca all’ex sindaco Paolo Spagnuolo.
«Un’eccezione assolutamente non condivisibile e non condivisa dalla prevalente giurisprudenza – commenta a caldo l’ex primo cittadino Paolo Spagnuolo -. Ora valuteremo con i consiglieri il da farsi eventualmente per il prosieguo. Visto che sul merito il Tar non si è pronunciato, i dubbi su quelle irregolarità sostanziali in molte sezioni restano».
Sei le sezioni “incriminate” secondo il gruppo consiliare di “Noi Atripalda” che nei fatti chiedeva un riconteggio dei voti. Nell’esposto infatti si chiedeva l’annullamento dei verbali delle operazioni elettorali relative alle sezioni  numero 1, 2, 3, 4, 5 e 8 nonché di ogni altro atto connesso.
I cinque consiglieri d’opposizione (Paolo Spagnuolo, Mimmo Landi, Francesco Mazzariello, Maria Picariello e Fabiola Scioscia) evidenziavano nel ricorso il mancato rispetto dell’ordine delle operazioni elettorali. Da qui la richiesta di un annullamento o la rinnovazione delle operazioni elettorali. Ma durante il dibattimento svoltosi martedì pomeriggio, i legali del Comune di Atripalda, l’avvocato Rocco e gli avvocati Marenghi e Lentini per i consiglieri di maggioranza, hanno sollevato un’eccezione di inammissibilità del ricorso, evidenziando come ci fosse carenza d’interesse ad agire da parte dei cinque ricorrenti in quanto tutti eletti tra i banchi della minoranza. Eccezione di inammissibilità condivisa e accolta dai giudici che hanno così dichiarato il ricorso inammissibile. «Terminata la prima fase del ricorso elettorale – prosegue Paolo Spagnuolo, che ha scritto anche un post su Facebook -. Come per il 99% dei casi, essa si è conclusa senza entrare nel merito, per cui restano inalterati i forti dubbi sulla regolarità sostanziale dello scrutinio in alcune sezioni. Per me, da modesto avvocato, restano altrettanti dubbi circa l’eccezione di inammissibilità accolta, per cui gli eletti in minoranza non avrebbero interesse ad agire, considerata anche la prevalente giurisprudenza di segno opposto».
Il collegio giudicante, nel dichiarare l’inammissibilità, scrive: «A seguito di un eventuale accoglimento – si legge nella sentenza – gli odierni ricorrenti si troverebbero a perdere lo status giuridico di consigliere, di cui sono attualmente titolari, nel perseguimento di un risultato pratico favorevole. Attraverso la domanda di annullamento essi perseguono una disutilità certa e immediata consistente nella perdita della carica». Per cui sarebbe bastato che il ricorso fosse stato presentato da un consigliere non eletto o da un semplice cittadino per non incorrere nell’eccezione di inammissibilità. Mentre l’ex primo cittadino medita se rivolgersi al Consiglio di Stato, la maggioranza tira un sospiro di sollievo alla vigilia del Consiglio comunale di domani sera incentrato sull’approvazione del Rendiconto di gestione del 2016 e sul quale ha incassato la prima diffida prefettizia. «Eravamo fiduciosi e siamo contenti di questo responso in quanto al di là dei tecnicismi non si mette in alcun dubbio in discussione la volontà popolare – commenta il sindaco Geppino Spagnuolo e quindi mi è sembrato superfluo mettere in campo questa iniziativa da parte dei consiglieri comunali di minoranza. Un ricorso basato esclusivamente su questioni formali e che non portavano in se alcun dubbio sull’espressione della volontà dei cittadini di Atripalda. Perciò mi è sembrata un’azione forzata e superflua. Per cui siamo contenti dell’esito e della piena conferma dell’espressione di voto dei cittadini di Atripalda».

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