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Processo Abellinum, il Comune dà mandato all’avvocato per vedere se ci sono possibilità di risarcimento del danno civile

Pubblicato in data: 24/1/2018 alle ore:10:30 • Categoria: Attualità

Processo Abellinum, il Comune dà mandato all’avvocato per vedere se ci sono possibilità di risarcimento del danno civile.
Conclusosi per consunzione il procedimento penale che vedeva imputati i quattro fratelli Dello Iacono, tutti deceduti nel corso di questi anni, accusati di danneggiamento dalla Procura di Avellino, allora diretta dal procuratore capo Di Popolo che nel 2012 con il Pm Patscot e i militari del Nucleo Tutela Culturale di Napoli e quella della sezione Pg della Procura, appose i sigilli per sequestrare l’intero sito archeologico di via Manfredi (circa 250mila metri quadri estesi per 25 ettari comprese le mura perimetrali), l’Amministrazione Spagnuolo studia la richiesta di un eventuale risarcimento dei danni in chiave civile a carico degli eredi della famiglia Dello Iacono per gli ingenti danni causati ai reperti archeologici a seguito della forte nevicata del 2012 che portò al crollo del tetto della Domus Romana e alla perdita di alcuni affreschi. Danni che i consulenti della Procura quantificarono in almeno 2 milioni di euro.
«Con il decesso dell’ultimo dei fratelli Dello Iacono si è chiuso il procedimento in sede penale – spiega il delegato alla valorizzazione del parco archeologico, Salvatore Antonacci -. Abbiamo dato mandato, in collaborazione con la delegata al Contenzioso Giuliana De Vinco, al nostro legale di verificare se rispetto allo status quo, si può procedere dal punto di vista civile per un risarcimento dei danni. Danni certificati dalla Soprintendenza».
Processo che prese il via proprio dall’azione posta in essere dalla magistratura avellinese che eseguì il sequestro preventivo dell’area, affidandone la custodia successivamente alla stessa Soprintendenza che ha messo il parco in sicurezza, e indagando i quattro proprietari, tutti deceduti, per il reato di “danneggiamento al patrimonio archeologico, storico e artistico nazionale”. Il Comune del Sabato nel processo si era costituito anche parte civile. «Attualmente la domus è perfettamente visitabile e aperta al pubblico –  conclude Antonacci -. Stiamo aspettando che si concluda il primo lotto dei lavori con il completamento della recinzione, l’installazione dell’illuminazione, la definizione del percorso di visita all’interno del parco e sistemazione a verde di tutta l’area restante. I termini che ci sono stati assicurati dalla Soprintendenza sono per il mese di maggio o giugno e naturalmente abbiamo rinnovato negli incontri quest’azione di sinergia tra Comune e Soprintendenza per provare a fare un vero e proprio salto di qualità per trasformare l’area archeologica di Abellinum in un vero e proprio parco archeologico, con tutti i vantaggi di natura economica e progettuale in relazione all’accessibilità di filoni di finanziamento. Come Amministrazione immaginiamo anche una stagione di eventi che portino a conoscere ancora di più le bellezze dell’area archeologica così come iniziato lo scorso anno con la Notte di San Lorenzo».

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