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Rinvio a giudizio per il quinto indagato nell’inchiesta buste paga gonfiate scoppiata al Comune. La difesa: “nell’udienza si prenderà atto dell’estinzione del reato per prescrizione”

Pubblicato in data: 31/3/2018 alle ore:09:30 • Categoria: Attualità

Rinvio a giudizio ieri mattina per il quinto indagato nell’inchiesta buste paga gonfiate scoppiata anni fa al Comune del Sabato mentre il prossimo 10 aprile gli altri tre dipendenti, già rinviati a giudizio, sono stati convocati dinanzi la Commissione disciplinare di Palazzo di città.
Il Gup del Tribunale di Avellino, dottor Ciccone, ha deciso di rinviare a giudizio, dinanzi alla dottoressa Matarazzo, il quinto indagato in servizio presso il Settore IV-Cimiteriale, accusato di aver agito in concorso con gli altri dipendenti comunali abilitati per inserire nel sistema informatico in uso al Comune voci stipendiali non dovute. L’udienza fissata per il prossimo 20 novembre, data in cui sarà dichiarato estinto il reato per prescrizione in quanto sono trascorsi 7 anni e mezzo dalla data della consumazione del reato. Soddisfatti i legali dell’imputato, gli avvocati Gerardo De Vinco e Sabino Rotondi: «Il processo terminerà alla prima udienza davanti alla dottoressa Matarazzo e non si celebrerà nessun dibattimento. Il pubblico ministero ha insistito per il rinvio a giudizio. Come difesa abbiamo discusso cercando di smontare tutte le accuse e illustrando le tesi difensive riportate in una memoria già depositata e facendo presente al Gup Ciccone che i reati sono prescritti perché dall’aprile 2011 fino a settembre 2017 non sono intervenuti atti interruttivi della prescrizione. Quindi la prescrizione breve dei 6 anni è ampiamente maturata. Il Gup ha optato per il rinvio a giudizio non entrando nel merito della questione ma facendo riferimento ad un orientamento della Cassazione secondo cui essendo il nostro procedimento connesso al procedimento degli altri 3 dipendenti ed essendoci il concorso dei reati bisogna far riferimento agli atti interruttivi del procedimento connesso. Per cui il processo odierno non è ancora prescritto pur essendo un processo morto perché la prescrizione lunga di 7anni e sei mesi maturerà il 1 novembre 2018. In buona sostanza il dibattimento non si celebrerà in quanto in prima udienza il 20 novembre sarà estinto il reato e l’imputato sarà prosciolto in sede pre-dibattimentale ex articolo 129 cpp. Si tratta di un mero rinvio a giudizio formale e il 20 novembre la dottoressa Matarazzo non potrà che prendere atto dell’estinzione del reato per prescrizione».

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