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L’area archeologica di vicolo San Giovanniello nel degrado, la denuncia del presidente della Pro Loco Labate e dell’ex delegato Barbarisi

Pubblicato in data: 27/5/2018 alle ore:13:30 • Categoria: CronacaStampa Articolo

Dopo Abellinum nel degrado finisce anche l’area archeologica di vicolo San Giovanniello. Abbandonati tra erbacce e rifiuti vari i reperti della basilica paleocristiana non sono più visibili. La bellezza del sito è cosi offuscata. Stessa emergenza che si è vissuta fino all’altro ieri per Abellinum salvata dal degrado grazie ai volontari della Pro Loco atripaldese. Una situazione analoga che interessa tutti i siti gestiti dalla Soprintendenza in provincia che non ha i fondi necessari per la pulizia dopo il taglio da parte del ministero della convenzione nazionale che garantiva il taglio ordinario da parte della ditta parastatale Ales.
«La Soprintendenza dopo il taglio della convenzione non ha più le risorse per gestire i siti archeologici – spiega il presidente della Pro Loco atripaldese Lello Labate  -. Ricordo che la Soprintendenza gestisce tutti i siti archeologici di Avellino e provincia e Salerno e provincia. E quindi avendo delle esigue risorse non riesce a far fronte ai tagli tant’è che siamo arrivati a fine maggio con l’erba che aveva invaso tutto l’area del parco archeologico di Abellinum tanto d spingerci, grazie anche all’aiuto dei custodi, a provvedere al taglio delle erbacce nella zona del Decumano e della Domus. Noi abbiamo avanzato ufficialmente una proposta di custodia del verde e di gestione del parco archeologico di Abellinum  a cui non ci è stata data risposta. Tengo a precisare che siamo punto di informazione e accoglienza turistica dal 2006 e siamo l’unico associazione che si è battuta, anche nei mesi della chiusura, per la riapertura del sito perché lo riteniamo l’unica fonte di sviluppo turistico possibile per la nostra città. Dalla sua riapertura invece la Sovrintendenza non ha posto in essere nessuna azione di rilancio del parco e gli unici a riportare visitatori siamo stati noi».

Rincara la dose anche l’ex delegato ai Beni culturali Lello Barbarisi: «Sono abbandonati al degrado e all’incuria. Ho letto dell’intervento effettato su Abellinum ad opera dei volontari della Pro loco a cui deve andare il ringraziamento della città, naturalmente non è questa la via. E’ necessario che la Soprintendenza adotti di un piano di manutenzione ordinario. Oltre tutto qui non si tratta solo di operare il taglio dell’erba. Mi risulta che anche i reperti si trovino in uno stato di grave abbandono perché c’è assenza di manutenzione alla murature. Quindi è necessario che vi sia una presa in carico del ministero dei due siti, Abellinum e la basilica di capo la Torre. Fa specie passare di lì e purtroppo avere sotto gli occhi questa immagine del monumento infestato da erbacce. Peso che qualcuno si debba vergognare di questa situazione. Il mio appello è al sindaco affinché eserciti una pressione preso gli uffici preposti affinché reperiscano i foni per tenere ordinariamente sotto manutenzione i due siti archeologici, patrimonio dal valore inestimabile».

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Una replica a “L’area archeologica di vicolo San Giovanniello nel degrado, la denuncia del presidente della Pro Loco Labate e dell’ex delegato Barbarisi”

  1. Luigi Oliva ha detto:

    Di chi sarebbe la colpa?
    Sarebbe del Sindaco, o della Soprintendenza?
    Di sicuro ci saranno dipendenti addetti al controllo, ma del controllo si vedono i risultati. Di sicuro percepiranno anche un buon stipendio, ma il risultato è sotto ai nostri occhi.
    Il Sindaco ha ben altro da fare, che controllare se cresce erba nei reperti archeologici. Non avete proprio nulla da fare se non criticare.

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