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Arresto del Capo dell’Ispettorato del Lavoro, la difesa di Gerardo Capaldo: «Nessun illecito, si farà chiarezza»

Pubblicato in data: 10/11/2018 alle ore:18:26 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

«Nessun illecito, si farà chiarezza». Parte da qui la difesa di Gerardo Capaldo, ex sindaco di Atripalda e amministratore delegato della “Antonio Capaldo Spa”, l’azienda coinvolta nell’arresto del Capo dell’Ispettorato Interregionale del Lavoro di Napoli, Renato Pingue, per corruzione in cambio dell’assunzione del figlio ingegnere. Pingue all’epoca dei fatti era il direttore, facente funzioni, degli ispettori irpini ed è accusato di aver favorito proprio l’azienda con sede in Manocalzati.
L’imprenditore atripaldese è indagato insieme a Giovanni Attanasio, legale rappresentante della società “Natana.Doc Spa”.
Il provvedimento di custodia cautelare nei confronti di Pingue è stato emesso dal Gip del Tribunale di Avellino, Fabrizio Ciccone, che ha concesso all’indagato gli arresti domiciliari. Insieme a Pingue sono indagati l’amministratore delegato e il legale rappresentante delle due società per azioni, nei confronti dei quali è stato disposto anche il sequestro preventivo da 2 milioni di euro su circa 30 conti correnti riconducibili alle due società. Questo a conclusione di un’attività investigativa condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Avellino, coordinata dalla Procura del capoluogo irpino.
L’ex primo cittadino, attraverso il suo legale, l’avvocato Luigi Petrillo, fa sapere sulle colonne de “Il Mattino” che: «il sequestro preventivo è frutto di un marchiano errore di fatto e di diritto che verrà fatto valere dinanzi al Tribunale del Riesame di Avellino. Quanto all’ipotesi di corruzione deve escludersi, nel modo più assoluto, che l’ingegnere Pingue abbia favorito la Capaldo Spa: basti pensare che lo stesso Pingue ha applicato alla ditta penalità per circa 6 milioni di euro nel maggio 2016, subito dopo l’assunzione del figlio ingegnere avvenuta nel gennaio dello stesso anno».
Una vicenda  che viene da lontano segnata da lotte del sindacato, con sit-in dinanzi ai cancelli dell’azienda di Manocalzati, e con ben due interrogazioni parlamentari da parte di Giancarlo Giordano (Sel) nel 2016 e da Carlo Sibilia (M5S) nel 2015.
Lunedì si esprimerà il Tribunale del Riesame.

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