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Salvatore Antonacci si dimette da capogruppo della maggioranza dopo la mancata elezione alla Provincia. Giovedì resa dei conti in Consiglio

Pubblicato in data: 11/11/2018 alle ore:08:30 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

Salvatore Antonacci getta la spugna e si dimette da capogruppo della maggioranza in Consiglio comunale ad Atripalda dopo la mancata elezione alla Provincia. Non si spegne in città la polemica scoppiata all’indomani del rinnovo del parlamentino provinciale e segnata dalla mancata elezione a Palazzo Caracciolo del delegato ai Lavori Pubblici e dirigente provinciale del Pd, Salvatore Antonacci. Dimissioni già protocollate a Palazzo di città. Troppa l’amarezza per il portavoce in Consiglio del gruppo “Scegliamo Atripalda” che sostiene l’Amministrazione del sindaco Geppino Spagnuolo. Su undici componenti del gruppo di maggioranza Antonacci ha ricevuto il voto solo di quattro consiglieri, posizionandosi così solo ottavo nella lista del Partito democratico che ha sostenuto lo sconfitto sindaco di Solofra Michele Vignola.
Pur confermando sostegno e lealtà al primo cittadino, Antonacci ha gettato la spugna da capogruppo di un gruppo troppo eterogeneo composto da pezzi di Udc-Fi-Pd ed esponenti di sinistra.
E la resa dei conti non tarderà a venire. Giovedì sera infatti è stato convocato, in seduta straordinaria, il Consiglio comunale con all’ordine del giorno anche l’approvazione del Bilancio consolidato dell’esercizio 2017, il Piano di alienazione e dismissione dei beni del patrimonio comunale per l’anno 2018, l’attribuzione a titolo oneroso dei beni di proprietà statale e infine il rinnovo della Commissione locale per il paesaggio.
Bocche cucite dall’interessato che certamente spiegherà all’aula le ragioni che lo hanno spinto alle dimissioni. Anche il sindaco Spagnuolo preferisce non commentare a caldo rinviando un proprio intervento nel parlamentino cittadino di giovedì sera.
Le dimissioni di Antonacci arrivano dopo il duro affondo di Sinistra Italiana Atripalda che ne chiedeva le dimissioni insieme a quelle del sindaco, reo secondo gli esponenti di sinistra, di non aver «alcun governo politico dell’Amministrazione che guida». Il partito di Nicola Fratoianni che in città fa riferimento alle figure dell’ex assessore Luigi Adamo e del candidato non eletto Marco Genovese, scriveva che: «il triste epilogo della bocciatura di Antonacci era purtroppo annunciato sin dal giorno in cui lui e gli altri amministratori di area Pd eletti nell’ultima tornata, si sono consegnati nelle mani dei demitiani di stretta osservanza che tengono saldamente in mano questa amministrazione, naturalmente Sindaco in testa. L’amministrazione di Atripalda e la sua politica da bar, ha rappresentato l’epicentro del disastro delle elezioni provinciali, in cui in un’orgia di tradimenti e colpi bassi, demitiani e pd sono stati incapaci persino di eleggere il presidente della Provincia pur avendone i numeri».
Antonacci, in quanto esponente del Pd, non ha ricevuto il sostegno né dell’Amministrazione ma neanche dall’altra componente democrat presente in consiglio comunale ma all’opposizione e che si riconosce intorno alla figura dell’ex fascia tricolore Paolo Spagnuolo che più volte ha chiesto il commissariamento della sezione cittadina e provinciale di via Tagliamento.

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