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Prosciolto da ogni accusa per prescrizione il quinto indagato dell’inchiesta buste paga gonfiate al Comune di Atripalda

Pubblicato in data: 21/11/2018 alle ore:07:00 • Categoria: CronacaStampa Articolo

Prosciolto da ogni accusa per prescrizione il quinto indagato dell’inchiesta buste paga gonfiate al Comune di Atripalda. Ieri mattina si è celebrata l’udienza per i rimborsi non dovuti esplosa nel 2015 al comune del Sabato.
A.M., le sue iniziali, in servizio presso il settore IV- cimiteriale è comparso dinanzi al Giudice del Tribunale avellinese, dottoressa Sonia Matarazzo, accompagnato dai suoi legali di fiducia, gli avvocati Gerardo De Vinco e Sabino Rotondi, per difendersi dall’accusa di truffa e falso ideologico. Il Pubblico Ministero Vincenzo D’Onofrio lo accusava di: «aver agito in concorso con altri dipendenti comunali abilitati all’inserimento nel sistema Halley delle singole voci stipendiali, con pluralità di azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi e in violazione della medesima disposizione di legge, mediante artifici, consistiti nell’inserirsi e aggiungere arbitrariamente con l’ausilio del personale abilitato, nel sistema informatico in uso al Comune, voci stipendiali non dovute fuori base imponibile».
I legali del dipendente comunale, Gerardo De Vinco e Sabino Rotondi, dichiarano: «stamane (ieri ndr.) prima dell’apertura del dibattimento questa difesa ha eccepito al giudice la intervenuta prescrizione dei reati contestati perché i fatti risalgono all’aprile 2011 e sono trascorsi più di sette anni e mezzo, termine massimo per la prescrizione dei reati di truffa e falso. Il pubblico ministero ha espresso parere conforme e il giudice Sonia Matarazzo ha emesso sentenza di proscioglimento dell’imputato ex articolo 129 cpp». Soddisfatti i difensori i quali sono stati sempre convinti dell’innocenza del dipendente comunale considerandolo completamente estraneo ai fatti contestati: «difatti non ha mai ricoperto, neanche temporaneamente qualifiche dirigenziali, che gli avrebbero permesso attraverso l’utilizzo e il possesso delle password di entrare nel sistema Halley e modificare a suo piacimento le buste paga. Il ruolo del dipendente è esterno all’ambiente comunale perché addetto al settore cimiteriale. Inoltre non ha alcuna dimestichezza con le tecnologie informatiche. Le somme contestate non risultano accreditate sul conto corrente del nostro cliente e non era in suo potere emettere il bonifico relativo alla cessione del quinto dello stipendio. Con questa sentenza di proscioglimento chiederemo l’archiviazione definitiva del procedimento amministrativo a carico del dipendente».

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