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Mercato del giovedì, la protesta e l’appello dei commercianti. Peppino Innocente (Confesercenti): «Quest’amministrazione ci ha completamente abbandonato. C’è un silenzio assordante». FOTO

Pubblicato in data: 8/2/2019 alle ore:07:30 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

«Quest’amministrazione ci ha completamente abbandonato. C’è un silenzio assordante». Non la manda a dire Peppino Innocente, vice presidente di Confesercenti – Associazione imprenditori irpini e portavoce storico dei commercianti su aree pubbliche che frequentano il mercato del giovedì ad Atripalda.
«Ci sentiamo abbandonati – prosegue -.  Ci sembra di rivivere quello già fatto con la vecchia amministrazione. Ci dicevano tra un mese, due mesi e poi sono passati cinque anni. Ora si ripresenta la stessa refrain con la nuova amministrazione. Eppure noi abbiamo messo a disposizione la nostra partecipazione a ogni tipo di soluzione che sia accorpamento o trasferimento. Ma ad oggi c’è un silenzio irritante».
Attualmente la fiera settimanale si svolge tra Parco delle Acacie e via San Lorenzo. L’Amministrazione ha sempre dichiarato che il mercato tornerà in piazza dopo che saranno ultimati i lavori e chiuso il cantiere per la rinaturalizzazione del fiume Sabato anche nel rispetto della volontà emersa con il referendum consultivo del 2004. Tempi incerti e lunghi però. Nel breve era stato assicurato l’accorpamento di tutti gli ambulanti nel parco delle Acacie, in modo da consentire la riapertura al traffico veicolare di via San Lorenzo.
«Le promesse erano di riportare il mercato in centro e in via strettamente temporale di accorparlo in Parco delle Acacie – continua Innocente -. Cosa che era emersa anche nel dibattito pubblico di fine anno scorso. Come abbiamo ribadito allora chiediamo di riportare il mercato al centro ma in via del tutto subalterna. Qualsiasi soluzione come l’accorpamento può essere presa prima che cali definitivamente il sipario sul mercato storico di Atripalda».
Peppino Innocente è un commerciante storico della fiera. Sin dal 1984: «Sono trentacinque anni che vengo qui, prima quando stava in piazza Umberto ero collocato con la mia attività lungo il fiume. C’è una differenza abissale tra il mercato quando stava in piazza  e quello di oggi. Pura fantascienza. Dalle foto si vede che il mercato ormai è vuoto. E’ un dato di fatto. E’ ormai vicino allo zero. Perciò a nome degli altri esercenti chiediamo di fare presto, di mettere mano al mercato tenendo conto che la gente si sta rivolgendo ad altre piazze più appetibili, sia come utenti che i commercianti stessi . Per esempio quello di Avellino è cresciuto di un 20% di presenze.  L’anno scorso si parlava di meno di 150 attività presenti. Dopo le revoche che si sono concretizzate  ad oggi non abbiamo un dato definitivo. Si tenga presente che la revoca la fa il comune ma poi è il commerciante che accetta o non viene più».
Un mercato che funzioni è giovamento di tutti per il vicepresidente di Confesercenti:  «La nostra presenza ha una funzione di calmiere dei prezzi. La presenza di un mercato ben organizzato e fluido è garanzia di servizi. Quando parliamo di commercio parliamo sempre di commercio integrato. Il mercato che si allinea con la filiera in generale».  Da qui l’appello conclusivo: «Chiediamo che l’Amministrazione si svegli su questo punto. Era stato incaricato dal Comune anche un tecnico esterno per uno studio di fattibilità per l’accorpamento in Parco della Acacie. Ma di questo studio non si è saputo più nulla. L’ultime notizie arrivate che entro febbraio si sarebbe cominciato a lavorare. Speriamo sia vero».

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