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Buste paga gonfiate al Comune, dipendente prosciolto si difende davanti alla Commissione disciplinare

Pubblicato in data: 9/2/2019 alle ore:07:00 • Categoria: CronacaStampa Articolo

Prosciolto mesi fa con sentenza irrevocabile per prescrizione il quinto dipendente indagato nell’inchiesta buste paga gonfiate al Comune di Atripalda ieri mattina si è dovuto difendere dinanzi alla Commissione disciplinare di Palazzo di città .
La Commissione, presieduta dalla dottoressa Katia Bocchino, alla fine si è riservata la decisione e i provvedimenti da adottare entro 60 giorni. Si è conclusa così l’audizione del dipendente accompagnato dai suoi legali di fiducia, gli avvocati Gerardo De Vinco e Sabino Rotondi.
Il dipendente, in servizio presso il settore IV- cimiteriale è stato assolto a fine novembre dal Giudice del Tribunale d Avellino, dottoressa Sonia Matarazzo, dall’accusa di truffa e falso ideologico. Il Pubblico Ministero Vincenzo D’Onofrio lo accusava di aver agito in concorso con altri dipendenti comunali abilitati all’inserimento nel sistema Halley delle singole voci stipendiali non dovute fuori base imponibile. Somme inserite all’interno del cedolino sotto la voce rimborso per spese di viaggio, artificio che sarebbe stato utilizzato anche dagli altri quattro dipendenti.
I legali, alla luce della sentenza di proscioglimento, hanno chiesto ieri mattina l’archiviazione definitiva del procedimento amministrativo a carico del dipendente Presso l’ ufficio procedimenti disciplinari del comune si  è riaperta così l’istruttoria. Con lettera di contestazione la commissione ha rinnovato l’addebito al dipendente comunale per aver, in concorso con altri, inserito nel sistema informatico voci stipendiali non dovute. I suoi legali hanno depositato memoria difensiva e accesso agli atti ribadendo la completa estraneità del proprio assistito e hanno prodotto la sentenza irrevocabile di proscioglimento dei reati contestati emessa il 20 novembre 2018 dal giudice Matarazzo. La commissione ha preso atto della documentazione difensiva e si è riservata per l’esito del provvedimento conclusivo entro 60 giorni, facendo ulteriori verifiche presso la finanziaria  per accertare se i documenti prodotti dalla difesa sono esaustivi, specificando che nel fascicolo disciplinare allo stato non sono presenti ulteriori atti rispetto a quelli già presenti prima della sospensione del procedimento in attesa anche dell’udienza fissata il 19 febbraio dinanzi al giudice del lavoro di Avellino dove uno degli indagati licenziati ha impugnato il provvedimento perché tardivo ed messo da commissione incompatibile in quanto composta dai responsabili di settore. I penalisti Sabino Rotondi e Gerardo De Vinco si ritengono soddisfatti e fiduciosi per l’esito positivo della travagliata vicenda amministrativa dopo il successo di quella penale.

 

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