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Cinema Ideal, sul futuro dibattito pubblico questo pomeriggio. Ettore Troncone: «Bisogna trovare un accordo sul vincolo di destinazione d’uso. Sono saltati i finanziamenti, così non si può più andare avanti»

Pubblicato in data: 15/2/2019 alle ore:08:10 • Categoria: Attualità

«Una cosa è certa non possiamo andare avanti né adesso né per il futuro visto la crisi che ha colpito i cinema. I finanziamenti su cui puntavamo con la legge Francescini sono saltati e dirottati verso grandi strutture del Nord che obiettivamente sanno come recuperare i fondi investiti. In un cinema di paese come possiamo recuperare gli investimenti che si dovrebbero sostenere? Non di certo si può andare avanti con i ricordi degli anni ’60 e ‘70».
A parlare chiaro è il dottor Ettore Troncone, uno dei sette eredi della storica famiglia proprietaria dell’ex cinema Ideal di piazza Umberto I. L’immobile, finito tempo fa al centro di un affondo da parte di Sinistra Italiana Atripalda, è chiuso ormai da decenni (l’attività è cessata il 13 maggio 1996). La famiglia Troncone, con l’architetto Raffaele, tempo fa aveva presentato un’ipotesi di recupero della struttura nel rispetto del vincolo di destinazione d’uso: accanto alla riattivazione della sala cinematografica e del teatro, gli eredi immaginavano di realizzarvi anche un art-caffè. Un progetto che richiedeva un investimento di circa due milioni di euro che non ha ottenuto però il finanziamento dalla Legge Franceschini. E il dottor Ettore anticipa la posizione della famiglia, di chiedere di rivedere il vincolo, posizione che sarà ribadita questo pomeriggio con il cugino Raffaele nell’ambito del dibattito “C’era una volta… passato, presente e futuro dell’ex cinema Ideal” organizzato dalla Pro Loco Atripaldese e dal settimanale “ il Sabato”. Nella cornice della chiesa di San Nicola da Tolentino, in via Roma, alle ore 18, con i rappresentanti della storica famiglia si confronteranno con il sindaco Geppino Spagnuolo, l’ex sindaco e storico Lello La Sala e l’ex assessore Luigi Adamo, esponente di Sinistra Italiana. Modera il direttore de “Il Sabato”, Gianluca Roccasecca.
«Non ci sono i presupposti per fare cultura – prosegue il dottor Ettore Troncone – . In tutta Italia queste strutture sono in crisi. Oggi la cultura la fanno i comuni investendoci, come Baiano con il teatro Colosseo. Perché ad Atripalda non si può fare questo? Ovviamente tenere un dibattito è utile. Mi auguro che si arrivi ad una discussione costruttiva sia per noi eredi che per l’amministrazione comunale. Una cosa è certa e questo punto sarà ribadito domani (oggi ndr.): passano gli anni ma il problema non si risolverà mai se resta questa situazione. Bisogna trovare un accordo sul vincolo di destinazione d’uso».
Il dottore Troncone tiene nuovamente  a ribadire che l’immobile è di proprietà privata, in quanto costruito su suolo venduto dal Comune di Atripalda, previa sdemanializzazione, approvata con delibera di giunta del  20.12.1951. « Il vincolo risale agli anni 50. Il vincolo è per la costruzione di un cinema, noi l’abbiamo rispettato fin quando abbiamo potuto ma certamente non ci possiamo buttare in mezzo alla strada. La proprietà del suolo è nostra e certamente non siamo disposti a cederla gratuitamente come alcuni esponenti di Sinistra Italiana sostengono. Viene chiesto di riaprire il cinema. E’ solo una costrizione, una forzatura senza futuro».
Sui rapporti con le diverse amministrazioni che si sono succedute a Palazzo di città infine: «abbiamo avuto incontri con tutti ma nessuna amministrazione ha mai parlato di dare un aiuto sostanzioso per mantener la cultura in città eccezion fatta nei tempi della stagione teatrale. Ma oggi è un’attività a perdere. Gli affetti e i ricordi siamo i primi ad averli, ma dobbiamo anche essere realisti che questa situazione non può andare più avanti».

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