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Denunciata per false dichiarazioni di reddito: prosciolta 25enne atripaldese

Pubblicato in data: 27/2/2019 alle ore:15:49 • Categoria: CronacaStampa Articolo

Una 25enne di Atripalda nell’aprile del 2018 era stata deferita alla Procura della Repubblica di Avellino e rischiava fino a 5 anni di reclusione per avere attestato falsamente nella dichiarazione sostitutiva del reddito di avere percepito un reddito difforme da quello familiare effettivamente conseguito per come risultato da un informativa della Guardia di Finanza di Avellino.

Le indagini della Guardia di Finanza partirono nel luglio 2018 a seguito della presentazione da parte della ragazza di numerose istanze di ammissione al gratuito patrocinio a spese dello Stato in processi pendenti dinanzi al Giudice di Pace di Avellino.

La donna  per tale motivo era stata oggetto di accertamenti da parte delle Fiamme Gialle anche a seguito della segnalazione del Giudice di Pace stesso che aveva inviato le carte alla Procura della Repubblica di Avellino dopo aver revocato i decreti di ammissioone al patrocinio.

La donna per tale motivo aveva ricevuto dal Sostituto Procuratore, dottor Fabio Massimo Del Mauro, richiesta di rinvio a giudizio con decreto di fissazione dell’udienza preliminare davanti al Gup di Avellino, dottor Paolo Cassano, il giorno 26 febbraio 2019.

I legali della 25enne, gli avvocati Gerardo De Vinco e Sabino Rotondi, hanno depositato in udienza preliminare memoria difensiva e allegata documentazione comprovante come la propria assistita fosse completamente estranea alle imputazioni contestate.

Nella discussione i legali hanno chiarito come la ragazza atripaldese  fosse figlia di genitori separati, non piu conviventi a seguito di sentenza di separazione omologata dal Tribunale di Avellino nel gennaio 2018, e che quindi all’epoca della presentazione della domanda di ammissione al gratuito patrocinio da parte della ragazza ella vivesse solo con la madre e che quindi non andava computato nel reddito familiare quello del padre separato.

Invero a norma dell’art. 76 comma 2 Dpr. 115 del 2002 il reddito valutabile ai fini dell’ammissione al patrocinio è costituito dalla somma dei redditi dei familiari conviventi. Per cui la ragazza di Atripalda aveva dichiarato dichiarazione di reddito veritiera e non mendace.

Il Gup di Avellino, dottor Paolo Cassano, ha accolto in pieno la tesi difensiva dei legali Gerardo De Vinco e Sabino Rotondi e ha prosciolto con formula piena, per non aver commesso il fatto, la donna di Atripalda.

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