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Divieto di bruciare residui vegetali e di tenere nelle case i termosifoni accesi oltre le otto ore al giorno: nuova ordinanza firmata dal sindaco Spagnuolo

Divieto di bruciare residui vegetali e di tenere nelle case i termosifoni accesi oltre le otto ore al giorno. Da oggi e fino al prossimo 15 aprile sarà vietato sul territorio comunale dare fuoco a materiali di qualsiasi tipologia e natura. La nuova ordinanza con in calce la firma del primo cittadino Geppino Spagnuolo segue di un giorno il tavolo tecnico tenutosi al Comune di Avellino e promosso dal commissario Priolo con i comuni dell’hinterland.
Un’ordinanza simile era stata già adottata dal primo cittadino a fine 2018. Ora arriva il nuovo divieto che durerà un mese e mezzo fino a metà aprile. «Prima del tavolo avevamo già sostanzialmente predisposto questa ordinanza che include le stesse misure già predisposte nel mese di dicembre – illustra la fascia tricolore -.  Diamo così un contributo importante per la diminuzione delle emissioni nell’aria».
Il divieto riguarderà l’abbruciamento di residui vegetali in zona agricola oltre a contenere ad otto ore massimo giornaliere il funzionamento dei riscaldamenti nelle abitazioni anziché di dodici ore. Sanzioni amministrative per i trasgressori da 25 euro a 500 euro. Al corpo del Comando dei Vigili Urbani e a tutte le forze dell’ordine il compito di «un serrato controllo – scrive il primo cittadino – relativamente alla bruciatura di biomasse, di vegetali e loro residui  o di altri materiali connessi all’esercizio delle attività agricole nei terreni agricoli, anche se incolti, negli orti, giardini, parchi pubblici e privati».
Nessuna ordinanza invece sulla limitazione del traffico veicolare, come deciso invece da Avellino.
Contrarietà che lo stesso sindaco Spagnuolo ha spiegato nell’incontro promosso da Priolo con i primi cittadini dell’hinterland al comune capoluogo: «Stiamo partecipando attivamente a questo utilissimo tavolo avviato dal comune di Avellino per revisionare l’intero protocollo d’intesa del 2018 con misure più incisive e con una valutazione costante dell’efficacia delle azioni messe in campo. Sulla questione del traffico, nella fase attuativa, noi comuni dell’hinterland ci siamo resi conto dell’oggettiva difficoltà nel fare un intervento ampio visto la conformazione della nostra rete stradale e con la necessità di dover lasciare aperti i collegamenti con i paesi limitrofi. Per cui si andrebbe a bloccare solo poche strade. Perciò stiamo valutando insieme e più attentamente  altre misure alternative e incisive come quelle sulle biomasse e nell’ambito del Consorzio Asi di riscrivere i criteri di sviluppo dell’area Asi e dei nuovi insediamenti tenendo conto dell’impatto ambientale. Nel frattempo oltre a discutere di queste misure il primo risultato tangibile è il progetto approvato come Area Vasta del centro di monitoraggio ambientale che riguarda un territorio di 32 comuni. Avere un domani una rete di rilevamento dei dati della qualità dell’aria, del suolo e dell’acqua in maniera capillare di tutta la valle del Sabato ci aiuterà a conoscere meglio lo stato del nostro ambiente  e a graduare meglio le misure da attuare».
Sulla questione inquinamento della valle del Sabato poche settimane fa è stata installata dall’Arpac ad Atripalda una nuova centralina di rilevamento delle polveri sottili in via Pianodardine. Anche qui la richiesta dell’Amministrazione comunale durante il tavolo  in Prefettura. Il dispositivo, installato sul tetto della scuola media “Raffaele Masi” monitorerà la qualità dell’aria. Già lo scorso anno l’Agenzia Regionale per la protezione ambientale aveva posizionato in città un apparecchio con il compito di registrare i valori delle polveri sottili, le PM10.

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