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Questione ambientale: parla il sindaco Spagnuolo dopo l’appello del commissario regionale dell’Arpac Sorvino «siamo stati i primi a credere nel Protocollo d’intesa, ma il blocco delle auto non è efficace»

Pubblicato in data: 5/3/2019 alle ore:11:30 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

«Siamo stati i primi che abbiamo creduto nel Protocollo d’intesa sottoscritto tra il comune di Avellino e quelli dell’hinterland  lo scorso anno e abbiamo insistito per riaprire il tavolo tecnico per valutare le misure da adottare e renderle più efficaci». A parlare è il sindaco di Atripalda, Giuseppe Spagnuolo, il giorno dopo l’appello lanciato su Il Mattino dal commissario regionale dell’Arpac, Stefano Sorvino: «Avellino non va lasciata sola nella lotta alla smog. Servono misure collegiali adottate anche dai grandi comuni limitrofi» ha chiesto Sorvino rivolgendosi ai sindaci di Atripalda, Monteforte, Montefredane e Mercogliano.
«Da parte nostra c’è stata e c’è la massima collaborazione a contribuire al tavolo tecnico per trovare insieme le misure più efficaci rispetto ad ogni sorgente di emissione inquinante – prosegue la fascia tricolore della cittadina del Sabato – che ovviamente significa poi però anche calare nello specifico i vari provvedimenti da adottare. Le misure devono poi essere calate nella realtà. E alcune possono essere efficaci e altre meno rispetto alle diverse configurazioni dei comuni».
Il riferimento è al blocco del traffico veicolare deciso dal commissario Priolo per il comune capoluogo sul quale si è registrata però la contrarietà dei comuni limitrofi.
«Stiamo facendo la nostra parte partecipando attivamente a questo utilissimo tavolo avviato dal comune di Avellino  – prosegue Spagnuolo – per revisionare l’intero Protocollo d’intesa del 2018 con misure più incisive e con una valutazione costante dell’efficacia delle azioni messe in campo. Sulla questione del traffico, come già ribadito, nella fase attuativa, noi comuni dell’hinterland ci siamo resi conto dell’oggettiva difficoltà nel fare un intervento ampio visto la conformazione della nostra rete viaria e con la necessità di dover lasciare aperti i collegamenti con i paesi limitrofi. Per cui alla fine adottando il provvedimento si andrebbe a bloccare solo poche strade, perdendone d’efficacia».
Il primo cittadino di Atripalda rivendica che «il primo risultato tangibile è il progetto approvato come Area Vasta del centro di monitoraggio ambientale che riguarda un territorio di 32 comuni. Avere un domani una rete di rilevamento dei dati della qualità dell’aria, del suolo e dell’acqua in maniera capillare di tutta la valle del Sabato ci aiuterà a conoscere meglio lo stato del nostro ambiente  e a graduare meglio le misure da attuare» ma anche il ruolo svolto «per aver spinto affinché si ripartisse dal tavolo tecnico. Stiamo provando a far entrare sul tavolo tecnico, in maniera più forte, anche la questione delle valutazioni da fare sull’area industriale di Pianodardine, che ci sembra quella più rilevante e nell’ambito del Consorzio Asi di riscrivere i criteri di sviluppo dell’area Asi e dei nuovi insediamenti tenendo conto dell’impatto ambientale».
E giovedì mattina, presso il comune di Avellino, è atteso un nuovo incontro del tavolo coordinato dal commissario straordinario del comune di Avellino, Giuseppe Priolo. Per la cittadina del Sabato il sindaco, a partire dal primo marzo scorso e fino al prossimo 15 aprile, ha emesso un’ordinanza di divieto di bruciare residui vegetali e di tenere nelle case i termosifoni accesi oltre le otto ore al giorno «anche noi sui camini e le stufe a legna stiamo cercando di introdurre delle misure più strutturali in modo da limitare le installazioni di questa tipologia di impianti in zone già metanizzate».

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