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Arredo urbano ancora nel mirino di vandali e incivili in piazzetta Garibaldi. Il maestro Tranchese restaurerà gratuitamente l’edicola votiva danneggiata di San Sabino: «Lo farò per il Santo e il paese». FOTO

Pubblicato in data: 11/3/2019 alle ore:09:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Arredo urbano ancora nel mirino di vandali e incivili. Dopo il danneggiamento dell’edicola votiva dedicata al Santo Patrono San Sabino Vescovo nuovi episodi si sono registrati la scorsa sera nel cuore del centro storico di Atripalda. Danneggiata in piazzetta Garibaldi una panchina in legno e divelto un posacenere  che fa parte dell’arredo urbano.Le foto, postate su Facebook, nel gruppo “Sei di Atripalda se”, hanno subito sollevato sdegno, condanna e stupore da parte dei residenti.
Un episodio che segue di pochi giorni i danni provocati all’edicola votiva di Capo La Torre, rappresentata da un mosaico che raffigura San Sabino Vescovo, con alcune maioliche in ceramica seriamente danneggiate e un’altra ridotta in tanti pezzi alla base del piedistallo. Forse a causare il distacco e la rottura delle maioliche le pallonate dei ragazzini del posto che giocano nella piazzetta dove un tempo si ergeva la casa di San Sabino.
Il parroco della chiesa madre di San’Ippolisto Martire, Don Fabio Mauriello, dove è custodita la statua del Santo, ha rassicurato i fedeli che si interverrà subito per la messa in sicurezza, installando anche una protezione al mosaico che risale al 1951. Restauro che effettuerà il maestro Carmine Tranchese: «Lo farò gratuitamente per il Santo, il paese e la comunità – spiega  l’artista -. Sono ragazzate, i bambini giocano lì a pallone invece di andare altrove». Tranchese tiene a precisare però che non si tratta solo di pallonate ma anche l’incuria ha una parte di responsabilità: «Certo c’è bisogno di manutenzione – prosegue -. L’edicola votiva è un’opera del 1951 è già anni fa effettuai un restauro. Anche la parte retrostante necessita di interventi conservativi in modo da scongiurare infiltrazioni d’acqua che portino al distacco delle maioliche. Interverrò sulle maioliche rotte e proverò a ricomporre il tutto in modo che non si vedrà quasi niente della rottura. Certamente ci vorrebbe una sorta di cappellina che protegga l’edicola dalle intemperie e dei distanziatori di plexiglass per difendere l’opera dai ragazzi che continueranno a giocare in quel posto anche che se non è quello il luogo giusto perché è un luogo sacro dove c’era la casa di San Sabino. Penso sia il luogo più sacro oltre la collegiata di Sant’Ippolisto Martire».
Tranchese procederà a restaurare le maioliche recuperare: «che non possono essere sostituite da nuove visto che i pigmenti pittorici utilizzati nel 1951 non posso essere gli stessi utilizzati oggi da un ceramista. I Colori non si troverebbero mai con le parti antiche. Perciò cercherò di recuperare quello che già c’è senza integrarlo con nuovi componenti».
Non sono pochi gli episodi di vandalismo e inciviltà che si sono registrati negli ultimi tempi. Basta ricordare le scritte vergate con il pennarello sul Monumento ai Caduti di piazza Umberto I, che hanno richiesto più di una volta la pulitura del basamento, le frasi di cattivo gusto che hanno imbrattato la targa del Gruppo Scout Agesci Atripalda 1 e  quella di intitolazione della villa comunale di piazza Sparavigna a Don Peppe Diana.

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