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Sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno: libero 27enne atripaldese

Pubblicato in data: 21/5/2019 alle ore:05:36 • Categoria: CronacaStampa Articolo

Rigetto della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di Atripalda per la durata di anni 3. Il Tribunale penale di Napoli, sezione per l’applicazione di misure di prevenzione, in persona del presidente dottor Michele Mazzeo, nella udienza del 14 maggio scorso ha rigettato la richiesta di applicazione della misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune del Sabato per un periodo di tre anni nei confronti di un giovane atripaldese, N.C. le sue iniziali, di 27 anni.
La richiesta era stata avanzata in data 6 marzo 2018 dalla Procura della Repubblica  di Avellino. Il sostituto procuratore della Repubblica di Avellino, dottor D’Onofrio aveva proposto al Tribunale di Napoli – sezione misure prevenzione – l’applicazione della sorveglianza speciale nei confronti del giovane di Atripalda, dopo aver esaminato la nota informativa della Compagnia dei Carabinieri di Avellino, dalla quale emergeva che l’uomo in modo sistematico e abituale era dedito alla realizzazione di reati contro la persona e il patrimonio quali lesioni personali, rissa, danneggiamento, sottrazione di beni in custodia, simulazione di reato ed evasione dalla detenzione domiciliare.
Nella richiesta si evidenziava un profilo criminale di elevata pericolosità  sociale  per la collettività atripaldese. Secondo l’informativa dei Carabinieri, il giovane, con personalità violenta e delinquenziale, era diventato  il capo di un gruppo di giovani, gravati tutti da precedenti di Polizia, resosi autori di varie aggressioni nel centro di Atripalda dal 2006 al 2017.
N.C.,secondo le varie annotazioni di servizio dei Carabinieri di Atripalda, viveva esclusivamente con proventi derivanti da attività delittuose e si accompagnava a pregiudicati.
Il ventisettenne già nel 2011 aveva ricevuto un avviso orale da parte del Questore di Avellino che gli intimava di tenere una condotta conforme alla legge.
I legali del giovane atripaldese, gli avvocati Gerardo De Vinco e Sabino Rotondi, sono riusciti a dimostrare dinanzi al Tribunale di Napoli come la richiesta avanzata dalla Procura di Avellino fosse infondata perché il proprio assistito non ha mai commesso reati predatori da cui derivassero profitti illeciti e le segnalazioni dei Carabinieri si riferivano ad episodi lontani nel tempo, tanto da non giustificare una misura di prevenzione cosi rigida per il ventisettenne. «Attualmente non è un soggetto pericoloso ed ha modificato lo stile di vita. La Procura di Avellino, nella richiesta di applicazione della misura di prevenzione, aveva omesso di indicare in modo specifico gli indici rivelatori della attualità della pericolosità sociale del giovane e nel merito contestava delle condotte del 2006. Inoltre non risultano allo stato condanne penali passate in giudicato a carico del giovane. Per cui non sussistendo l’attualità della pericolosità sociale del nostro assistito non gli si poteva applicare la sorveglianza speciale» affermano i due legali del giovane.
Il tribunale di Napoli, nella persona del presidente dottor Michele Mazzeo, ha accolto in pieno la tesi difensiva ed ha rigettato la richiesta della Procura di Avellino di applicazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Atripalda per la durata di anni 3.

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