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Elevate quantità di mercurio nel fiume Sabato, dopo Avellino anche Atripalda vieta il prelievo e l’utilizzo dell’acqua

Pubblicato in data: 22/5/2019 alle ore:07:00 • Categoria: Attualità

Elevate quantità di mercurio nel fiume Sabato, dopo Avellino anche altri comuni dell’hinterland attraversati dal corso d’acqua vietano il prelievo e l’utilizzo dell’acqua.
Pochi giorni dopo la decisione assunta per il comune capoluogo dal commissario straordinario Giuseppe Priolo, anche i sindaci di Atripalda e Pratola Serra, rispettivamente Giuseppe Spagnuolo e Emanuele Aufiero, hanno firmato ordinanze con le quali si vieta temporaneamente il prelievo e l’utilizzo a qualsiasi scopo, anche irriguo e zootecnico, delle acque del fiume Sabato.
“Come tutte le questioni ambientali questa situazioen ci preoccupa – commenta il sindaco di Atripalda – ma sono in corso già delle attività da parte dell’Arpac e della Provincia per capire bene quali sono i punti di innesto di questo inquinamento, se è stato qualcosa di occasionale o di più stabile. Siamo preoccupati ma allo stesso tempo fiduciosi delle attività che questi organi stanno svolgendo”.
Il provvedimento emanato dai primi cittadini dell’hinterland si è reso necessario dopo che il Dipartimento di Avellino dell’Agenzia Regionale di Protezione ambientale della Campania (Arpac) ha trasmesso gli esiti delle attività di campionamento delle acque del fiume Sabato effettuati lo scorso 9 aprile in località Ponte Sabato nel comune di Prata Principato Ultra, e confermati in data 8 maggio nella comunicazione del 20/05/2019, che hanno evidenziato la presenza di mercurio in concentrazione tre volte superiore a quella massima ammissibile (0,2 picogrammi/litro vs 0,07 pg/l) e ritenuta nociva dall’Asl di Avellino. L’ordinanza dei sindaci è già entrata in vigore nei rispettivi territori ai fini di tutelare la pubblica e privata incolumità e resterà fino a quando non sarà revocata con un analogo provvedimento che sarà emanato appena la concentrazione di mercurio tornerà inferiore a quella massima ammissibile. Gli enti locali infatti resteranno in attesa di ulteriori referti analitici effettuati dall’Arpac attraverso nuovi campionamento delle acque dopo quelli già effettuati nei mesi scorsi che hanno evidenziato una elevata concentrazione del metallo pesante nocivo per la salute. Le ordinanze sindacali hanno carattere perciò temporaneo e vietano il prelievo anche attraverso pozzi privati e l’utilizzo a qualsiasi scopo, anche solo irriguo e zootecnico, delle acque del corso del fiume. Ordinanze che certamente, nei prossimi giorni, verranno seguite anche da altri primi cittadini attraversati e interessati dal passaggio del corso d’acqua.
Un fiume finito più volte al centro della cronaca provinciale per lo stato di inquinamento in cui versano le acque tanto che non si contano i controlli effettuati anche dalle forze dell’ordine di contrasto a sversamenti non autorizzati e non a norma da parte di aziende e privati cittadini. Veleni nel fiume e scarichi sospetti che hanno messo più volte in apprensione i residenti dei comuni attraversati dal fiume. « I controlli ci sono, ora è il momento di individuare i colpevoli – chiede il dottor Franca Mazza del Comitato “Salviamo la Valle del Sabato” -. E’ da tempo che diciamo che questo fiume è malato. Quello dei controlli è un dato. Il problema non è l’ordinanza dei sindaci perché nessuno si sognerebbe di utilizzare quell’acqua visto che si sa che è una cloaca. Ora è il momento di individuare le responsabilità e le colpe di chi attenta alla vita e alla salute delle persone con questi scarichi visto che il mercurio è il più pericoloso e può arrecare danni gravissimi. Per cui è un fatto molto grave e sicuramente ci sono degli scarichi che sono di natura industriale. Quindi spero che si possa individuare al più presto i responsabili e poi si passi alla bonifica e disinquinamento del fiume. Questa strada andava imboccata da tempo».
Il Sabato è interessato tra l’altro da mesi, nel tratto atripaldese, da lavori di sistemazione idraulica e riqualificazione ambientale. Un progetto messo in campo da Palazzo Caracciolo con un investimento pari a 4.538.695,53 euro. Intervento che punta a rinaturalizzare il corso d’acqua tra terrazzamenti d’ingegneria naturalistica e passeggiate sul fiume, mettendolo in sicurezza da possibili esondazioni. Una riqualificazione ambientale e urbanistica dell’alveo che deve però a questo punto camminare a braccetto anche con l’eliminazione degli sversamenti abusivi.

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