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domenica 16 giugno 2019
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Abellinum, presentata la convenzione di valorizzazione del parco archeologico tra Comune, Soprintendenza e Università. Il soprintendente Casule: “occasione di sviluppo per la comunità”. FOTO

Pubblicato in data: 23/5/2019 alle ore:07:30 • Categoria: Attualità, CulturaStampa Articolo

«In sinergia tra ente locale, Soprintendenza e Università si dà il via ad un accordo che porterà ad una serie di attività di ricognizione, ricerca e poi anche ripresa di scavo archeologico nella Civita di Atripalda che sarà un’occasione di valorizzazione di un’area importantissima anche ai fini dello sviluppo della comunità locale». Ad illustrare la convenzione e le opportunità per il parco archeologico di Abellinum è la soprintendente Francesca Casule, intervenuta ieri mattina in città, nella Sala consiliare, per la presentazione dell’accordo che vede come parti contraenti il Comune del Sabato con il sindaco Geppino Spagnuolo, la stessa Soprintendenza Archeologica belle arti e paesaggio di Salerno e Avellino e il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno con il professore Luca Cerchiai.
«Un progetto molto ambizioso, siamo davvero soddisfatti di aver portato a termine questa fase preliminare nella quale siamo riusciti a coinvolgere la Soprintendenza, che ovviamente ha la responsabilità sul sito e l’Università di Salerno con il Dipartimento delle Scienze del Patrimonio Culturale – commenta il sindaco di Atripalda, Geppino Spagnuolo -. E’ già un risultato aver messo insieme questi soggetti. Un punto di partenza per un progetto ambizioso e di durata triennale per conoscere e valorizzare il patrimonio di Abellinum, promuovendolo in maniera più efficace e innovativa rispetto a quanto fatto finora. Un progetto indirizzato ad una maggiore fruizione dei giovani del patrimonio storico e archeologico. Sollecitare  la conoscenza e la curiosità dei giovani è un passo importante».
La convenzione sottoscritta tra Comune, Soprintendenza e Università punta a realizzare un programma di studio e conoscenza per la valorizzazione e riqualificazione dell’area archeologica.
A seguire la presentazione tanti giovani: «tutto quello che noi facciamo lo facciamo per le nuove generazioni – ha proseguito il soprintendente Casule -. Un patrimonio di cui noi siamo solo custodi e che abbiamo il dovere di trasmettere nelle migliori condizioni alle generazioni che seguono la nostra». Le attività del Dipartimento Universitario messe in campo avranno un percorso triennale e saranno molteplici e all’avanguardia. Verranno effettuate ricognizioni archeologiche di superficie, geomorfologiche e archeomorfologiche, prospezioni geofisiche (magnetiche, elettriche e radar),  oltre naturalmente ad una campagna di rilievo fotogrammetrico aereo e terrestre, laser scanning e modellazione image-based, per una mappatura e verifica dell’emerso e del “non visibile” per avviare una nuova stagione di scavi.
«E’ un’iniziativa molto importante perché il parco archeologico – spiega il professor Luca Cerchiai dell’Università di Salerno – è un patrimonio fondamentale per la comunità, un patrimonio che non si esaurisce solo nelle testimonianze archeologiche, ma ha un valore anche ambientale e sociale. E’ un bell’impegno che l’Università di Salerno si assume di partecipare alla valorizzazione perché siamo nel territorio dell’Università e siamo particolarmente attenti alle esigenze di questo territorio. Oggi si comincia ad avviare un progetto di collaborazione che spero possa andare avanti».
La stipula della convenzione rientra nel progetto più ampio denominato “Abellinum: piano per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione dell’antico centro irpino” e ha tra i suoi obiettivi principali un programma di studio, di ricerche sistematiche e di scavi relativo al sito della antica città.
Al progetto, diretto dal professor Alfonso Santoriello coadiuvato dal professor Giacomo Pardini e con il supporto della professoressa Aurora Egidio del DiSPaC, collaboreranno attivamente il Dipartimento di Farmacia (DIFARMA), per la cura e la gestione del patrimonio vegetale, il Dipartimento di Ingegneria Civile (DICIV), per i rilievi tridimensionali dell’area, e altri Istituti di ricerca sovranazionali. Per la Soprintendenza, le attività saranno seguite dal funzionario archeologo dottoressa Silvia Pacifico.
Alla conferenza stampa di ieri sono intervenuti anche il professor Alfonso Santoriello docente di Archeologia dei Paesaggi (UNISA), Salvatore Antonacci in qualità di consigliere delegato all’area archeologica Abellinum, la professoressa Rita Patrizia Aquino del DIFARMA (Unisa) e la professoressa Aurora Egidio Docente di Storia del teatro e dello spettacolo (Unisa).
Soddisfatto anche il presidente della locale Pro Loco Lello Labate: «un progetto che vede insieme Comune, Soprintendenza e Università che ha uomini e mezzi e competenze per far si che Abellinum possa avere la giusta rilevanza».

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