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Le poltroncine in legno dell’ex cinema Ideal vendute alla fiction di Rai Uno

Pubblicato in data: 22/6/2019 alle ore:09:00 • Categoria: Attualità

Le poltroncine in legno dell’ex cinema Ideal di Atripalda per la fiction di Rai Uno. Lunedì mattina saranno smontate circa trecento sedie in legno dall’ex cine-teatro di piazza Umberto per essere trasferite presso gli studi dove è in corso di registrazione la seconda parte della fiction “L’amica geniale” tratta dal romanzo di Elena Ferrante e ambientata a Napoli negli anni ’50. Le sedie sono state vendute dagli eredi della famiglia Troncone, proprietaria dell’immobile, alla produzione televisiva. Le poltroncine, circa trecento, serviranno per ricostruire le scene di un teatro degli anni ‘50 e ‘60.
«Abbiamo avuto dei contatti e la produzione ha deciso di acquistare le poltroncine in legno – racconta uno dei sei eredi, il dottor Ettore Troncone –. Lunedì mattina giungeranno in città due grossi tir da Caserta che occuperanno i due lati del cinema per provvedere allo smontaggio e trasporto delle sedie. Abbiamo richiesto e ottenuto dal comune il permesso. Abbiamo proposto alla produzione di girare e ambientare delle scene nel cinema di Atripalda, avendo già le poltroncine e l’ambiente scenico ideale ma la produzione già aveva deciso da tempo. Ma non è detto che in futuro non venga girata qualche scena della serie televisiva in città visto che dal punto storico strutture del genere degli anni ‘60 non è che ce ne siano molte in Italia».
Dall’ultimo dibattito pubblico sul futuro dell’ex cinema, ormai chiuso da decenni (l’attività è cessata il 13 maggio 1996), le posizioni restano immutate. «Non possiamo investire in una cosa dove non c’è ritorno economico – prosegue Ettore, uno dei sei eredi della struttura -. L’abbiamo ribadito in pubblico. Il sindaco ha parlato di polo culturale ma non lo possiamo fare certo con i capitali della famiglia Troncone. Se il Comune è interessato a realizzare un polo culturale deve farsi carico della cosa. Noi non possiamo investire milioni di euro. Non per fare ulteriori polemiche con il Comune ma non si può pensare di portare la cultura ad Atripalda facendo gravare tutto il peso sulle spalle della famiglia Troncone. I “vedremo” e i “faremo” non li riteniamo validi così come la legge Franceschini». La famiglia Troncone, con l’architetto Raffaele, tempo fa aveva presentato un’ipotesi di recupero della struttura nel rispetto del vincolo di destinazione d’uso: accanto alla riattivazione della sala cinematografica e del teatro, gli eredi immaginavano di realizzarvi anche un art-caffè. Un progetto che richiedeva un investimento di circa due milioni di euro che non ha ottenuto però il finanziamento dalla Legge Franceschini. Per cui ad oggi per il dottore Troncone la strada da seguire è quello del comune di Baiano «dove il cinema Colosseo è stato venduto dal privato al Comune anni fa è l’edificio è stato anche ristrutturato e inaugurato dal presidente della Regione De Luca. Il Comune di Baiano aveva i soldi per acquisirlo a patrimonio pubblico. Adesso è un teatro pubblico. Si parla di salvare la cultura ad Atripalda, belle idee, ma restano solo belle idee. E di concreto mi chiedo invece? Se non ci sono altre soluzioni noi andremo avanti con il ricorso al Tar per avere un cambio di destinazione d’uso dell’edificio».

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