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Settantenne atripaldese chiede i danni al comune di Salerno

Finisce in tribunale la vicenda del settantenne atripaldese, Renato Venezia, che la notte del  sette ottobre 2018 rischiò di annegare intrappolato nella propria autovettura  nei pressi del sottopassaggio ferroviario di Mercatello a Salerno, completamente allagato a causa di un forte temporale.
Il settantenne atripaldese , assistito dagli avvocati Gerardo De Vinco e Sabino Rotondi, ha citato in giudizio il comune di Salerno, in persona del sindaco pro tempore, ed è comparso  dinanzi al giudice del tribunale civile di Salerno, dottoressa Sessa De Prisco, per ottenere il risarcimento dei danni morali e materiali patiti lo scorso 7 ottobre 2018, quando intorno all’una e mezza, notando il semaforo spento, imboccò la strada buia sotto il ponte di Mercatello e all’improvviso fu travolto dall’acqua piovana che in pochi istanti allagò il sottopassaggio ferroviario.  Appena notò tutta quell’acqua, il signor Venezia si fermò e provò a ingranare la retromarcia per uscire, ma l’auto si bloccò e fu subito risucchiata dalla forza dell’acqua che in pochi secondi invase tutto l’abitacolo tanto da arrivare all’altezza del petto del pensionato. Il settantenne ebbe difficoltà ad aprire lo sportello perché si era azionata anche la chiusura centralizzata a causa della pressione dell’acqua. Fortunatamente forzando lo sportello con i piedi, riuscì a salvarsi.
Sul posto intervennero le volanti della Questura di Salerno, i Carabinieri, i Vigili del fuoco  e i tecnici del comune di Salerno. I responsabili dell’Utc sostengono che la colpa del sinistro è da attribuirsi alla negligenza e imperizia del signor Venezia che non arrestò la marcia del veicolo prima di entrare nel sottopassaggio ferroviario, nonostante il semaforo lì posizionato segnalasse la luce rossa. I legali dell’atripaldese, gli avvocati Gerardo De Vinco e Sabino Rotondi, hanno contestato la tesi dell’ufficio tecnico, sostenendo che il comune era tenuto alla manutenzione e custodia del sottopasso ferroviario e avrebbe  dovuto prevedere l’evento dannoso perché quel sabato 7 ottobre 2018 la Protezione civile aveva diramato un’allerta meteo  di colore rosso e aveva raccomandato ai comuni di controllare e vigilare i sottopassi stradali per il pericolo di possibili allagamenti. L’ufficio tecnico avrebbe quindi dovuto transennare immediatamente il sottopasso di Mercatello, non essendo sufficiente una semplice segnaletica di pericolo di allagamento e il relativo semaforo, che tra l’altro in quell’occasione era spento in quanto era mancata l’elettricità. Questa circostanza è confermata da un testimone chiave: un pizzaiolo di Mercatello che era presente in quel momento mentre il signor Venezia attraversava il sottopasso. La causa è entrata nel vivo della fase istruttoria e il giudice Sessa De Prisco, dopo aver acquisito i verbali redatti dagli agenti  intervenuti, ascolterà nelle prossime udienze altri testimoni tra cui  il pizzaiolo di Mercatello.
Il signor Venezia confida  nella giustizia: «nei mesi successivi all’incidente sono stato molto male fisicamente, soffro di dolori forti alla spina dorsale e alle gambe a causa dello sforzo per uscire dall’auto, e all’improvviso mi vengono crisi di panico e ansia notturna. Prendo farmaci per dormire prescrittimi da uno specialista. Inoltre ho dovuto far demolire la mia auto ormai fuori uso dopo che fu recuperata dai Vigili del fuoco. Sono vivo per miracolo e ho subito danni ingenti ma il comune di Salerno  non mi ha ancora risarcito nulla e non mi ha espresso nessuna solidarietà per l’accaduto. Anzi, nonostante ho rischiato di morire, mi ha quasi colpevolizzato per quanto successo. Sono stato un servitore dello stato, ho lavorato per tanti anni presso il Ministero delle Finanze e adesso sono amareggiato dal comportamento di un ente pubblico come il comune di Salerno. La mia volontà non è quella di speculare ma sono arrivato a questo punto per una questione di principio e per impedire il ripetersi in futuro di analoghe situazioni di pericolo in quel sottopassaggio. Il comune di Salerno  non ha ancora provveduto a sistemare il deflusso delle acque piovane con la realizzazione delle griglie e non svolge attività di manutenzione. In  quel sottopasso ferroviario si sono verificati altri episodi simili al mio ma sotto a quel  maledetto ponte tutto è rimasto come quella terribile notte».

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