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Festeggiamenti San Sabino, il vescovo Aiello ai fedeli: “comunità messa a dura prova dall’incendio. Se venerdì scorso avessi preso l’auto per andarmene a mare non sarei stato un buon pastore ma un mercenario”. FOTO

La comunità  è stata messa a dura prova dall’incendio di Pianodardine. Se venerdì scorso avessi preso la macchina per andare a mare non sarei stato un buon pastore ma un mercenario“.
E’ il messaggio conciso ma forte che da Atripalda lancia il vescovo di Avellino Arturo Aiello durante la messa per i festeggiamenti del Santo Patrono Sabino. Quella comunità ancora scossa dagli ultimi fatti di cronaca dell’incendio dell’ICS a Pianodardine. Sua Eccellenza, intervento ieri sera per celebrare la solenne messa presso la chiesa madre di Sant’Ippolisto Martire, con Don Fabio Mauriello, Do Ranieri Picone e Don Vitaliano Della Sala, lancia un messaggio di incoraggiamento tracciando cosa debba fare un buon parroco.
Nella sua lunga omelia parla ai tantissimi fedeli accorsi ad ascoltarlo: «Il prete si ammala di quei peccati che voi gli avete lanciato come liquame. Così come quando vi andate a confessare per essere assolti e vi alleggerite dai vostri peccati. Don Fabio dovrà ammalarsi delle malattie di Atripalda. Un pastore che a lungo stia in una comunità finisce come San Damiano De Veuster che contrae la lebbra per andare ad assistere i lebbrosi.
Siamo tutti lebbrosi in qualche maniera e la lebbra è contagiosa. Le mie malattie e i miei dubbi di pecora diventano i dubbi del pastore. La Santità di San Sabino è di essersi presentato a Dio con le malattie dell’antica Abellinum di allora. Vi auguro perciò di ammalarvi delle malattie dei vostri figli, dei vostri alunni, dei vostri parrocchiani».
Poi un messaggio anche anche agli insegnanti che debbono insegnare con amore agli alunni.

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