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Pasticciere atripaldese ottiene in Appello riduzione della pena per truffa e ricettazione di un assegno smarrito

Un pasticciere atripaldese di 47 anni ha ottenuto la riforma in Appello della sentenza di primo grado  emessa nel 2016 dal Tribunale penale di Avellino che lo vedeva condannato per truffa e ricettazione alla pena di 2 anni e mezzo di reclusione, senza pena sospesa, e al pagamento di 800 euro di multa.
La sesta sezione della Corte di Appello di Napoli, presieduta dal giudice dottoressa Antonia Gallo, ha accolto i motivi di appello presentati dalla difesa del pasticciere, assistito dagli avvocati Gerardo De vinco e Sabino Rotondi, rideterminando la condanna in 1 anno e 8 mesi di reclusione con pena sospesa.
Nel processo di primo grado il 47enne, assistito da un avvocato d’ufficio, fu condannato per i reati di ricettazione di un assegno bancario ai danni di un imprenditore di Atripalda e di truffa ai danni di un’agenzia assicurativa di Avellino.
Il pasticciere era accusato di essersi impossessato di un assegno bancario del valore di 1.400 euro, di provenienza illecita perché dichiarato smarrito con querela depositata dinanzi ai Carabinieri di Forino da un imprenditore di Atripalda.
Il 47enne atripaldese con l’assegno di 1.400 euro, tratto sulla Ubi Banca Private Investiment, filiale di Salerno, si era poi recato presso un’agenzia assicurativa di Avellino e aveva stipulato due polizze assicurative intestate a sua madre. L’amara scoperta per l’agente assicurativo avvenne solo alla presentazione dell’assegno all’incasso.
Dinanzi ai giudici della Corte di Appello di Napoli, i difensori del pasticciere, sono riusciti a mettere in evidenza alcune lacune motivazionali della sentenza di primo grado e la circostanza che alcuni testimoni avevano reso versioni poco attendibili.

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