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Testimonianza di una teste chiave durante un processo: «Ho paura per mio figlio piccolo che possa farsi male durante le continue risse condominiali ad Alvanite»

«Ho paura per mio figlio piccolo che giocando in cortile possa farsi male durante le continue risse condominiali». E’ la testimonianza della teste chiave durante un processo legato ad una rissa aggravata scoppiata anni fa ad Atripalda. Teatro dell’episodio nel 2015 fu contrada Alvanite.
ieri è stata ascoltata dal giudice del Tribunale Penale di Avellino, dottor Giulio Argenio, la teste chiave del processo per rissa aggravata che si consumò  nel quartiere di Alvanite nel settembre 2015 e che vide protagoniste due famiglie del posto all’interno di un condominio. Dopo una discussione legata a vecchi dissidi, i due nuclei familiari vennero alle mani e scatenarono una rissa violenta con l’utilizzo di un bastone di 50 centimetri, un cacciavite e altre armi taglienti che furono sequestrati dai Carabinieri di Atripalda all’interno di un appartamento a seguito di perquisizione. Tre delle cinque persone coinvolte nella rissa furono trasportate con ambulanze del 118 presso l’ospedale Moscati di Avellino e il Landolfi di Solofra e riportarono traumi, contusivi ed escoriazioni varie. Ma ad avere la peggio fu una ragazza che aveva segni evidenti di ferite sanguinanti al collo e alla testa e un uomo che venne colpito da infarto del miocardio. Quest’ultimo è difeso nel processo dagli avvocati Gerardo De Vinco e Sabino Rotondi e si è costituito parte civile per chiedere il risarcimento del danno. Dinanzi al Giudice Argenio, nella udienza è comparsa una delle signore residenti ad Alvanite che assistette alla rissa e che allertò il 112. La testimone, anche lei  residente nel stesso palazzo, ha ripercorso tutte le fasi di quella violenta lite e ha riferito al giudice di temere che  suo figlio piccolo, giocando nel cortile o nelle scale, possa farsi male mentre i componenti di quelle due famiglie si azzuffano, perché le liti tra di loro sono continue, quasi quotidiane. La donna nel corso della deposizione ha aggiunto che tutti gli abitanti del condominio sono esasperati da questa situazione e che  sperano in un intervento delle autorità affinché si possa trovare una soluzione. L’ideale sarebbe dividere quelle due famiglie che adesso  vivono sullo stesso pianerottolo, magari  cercando di sistemarle altrove in diversi alloggi. Anche i Carabinieri di Atripalda nell’annotazione di servizio allegata al fascicolo del giudice hanno messo in evidenza le numerose liti tra le due famiglie e le continue denunce reciproche tra i componenti dei due nuclei familiari. La prossima udienza è fissata per febbraio 2020, data in cui saranno ascoltati proprio i  Carabinieri che intervennero  in contrada Alvanite per calmare gli animi.

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