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Alvanite, i residenti chiedono controlli sulle condizioni strutturali degli alloggi comunali e l’opposizione di “Noi Atripalda” incalza l’Amministrazione anche per il progetto di housing sociale

Pubblicato in data: 3/11/2019 alle ore:08:30 • Categoria: Attualità, PoliticaStampa Articolo

«Siamo preoccupati per le condizioni strutturali e la manutenzione degli alloggi comunali». Parte da qui un’istanza sottoscritta da numerosi residenti di contrada Alvanite, il popoloso quartiere periferico della cittadina del Sabato, realizzato nel post terremoto del 1980 per accogliere coloro che avevano perso la proprio casa, andata distrutta con il sisma soprattutto nel centro storico cittadino.
Una petizione sottoposta già nel giugno scorso all’attenzione dell’Amministrazione del sindaco Giuseppe Spagnuolo, che a distanza di cinque mesi è tornata di attualità nel Consiglio comunale svoltosi l’altra sera con la richiesta presentata dal gruppo consiliare di “Noi Atripalda”  al primo cittadino di porla all’attenzione della prossima riunione del civico consesso. Una richiesta anche alla luce dell’indagine aperta dalla Procura della Repubblica di Avellino sull’agibilità  e sicurezza delle scuole cittadine.
«Il 25 giugno scorso fu protocollata a Palazzo di città una raccolta di firme da parte di numerosi cittadini di contrada Alvanite – ha spiegato in aula l’ex sindaco Paolo Spagnuolo a nome del gruppo consiliare di minoranza – che hanno sottoposto all’attenzione, in primis del sindaco, ma anche di tutto il Consiglio comunale un’istanza nella quale hanno manifestato la loro preoccupazione per le condizioni strutturali e di manutenzione degli alloggi da essi occupati, definendoli totalmente abbandonati. Al di là del numero di firmatari, sia pur cospicuo, il Consiglio non può restare  insensibile rispetto all’esigenza di maggiore vivibilità e sicurezza di un quartiere che ospita centinaia di famiglie».
Da qui il gruppo consiliare di minoranza, composto oltre che da Spagnuolo, anche dai consiglieri Francesco Mazzariello, Domenico Landi, Maria Picariello e Fabiola Scioscia, ha chiesto al sindaco: «in qualità di presidente del Consiglio comunale di porre la richiesta dei concittadini di contrada Alvanite all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale».
Sempre l’ex sindaco ha chiesto alla maggioranza delucidazioni sul stato del progetto “Alvanite Quartiere Laboratorio”, un progetto che dovrebbe puntare a riqualificazione la contrada. Anche qui un’interrogazione del gruppo consiliare sul Piano nazionale di edilizia abitativa:  «Visto che la stampa provinciale ha recentemente dato la notizia dell’assegnazione dell’appalto di Social Housing del quartiere Picarelli di Avellino, progetto che era stato finanziato insieme a quello proposto dal comune di Atripalda proprio per contrada Alvanite,  denominato “Alvanite Quartiere Laboratorio” che tale intervento, sia pur parziale, costituirebbe  il primo atto di riqualificazione edilizia e sociale degli edifici di contrada Alvanite  dalla costruzione ad oggi. Per cui rappresenta sia un’opportunità che un necessità da non perdere».
Il progetto definitivo fu approvato anni fa in Consiglio comunale e prevedeva la realizzazione di 72 nuovi alloggi: 24 di edilizia residenziale pubblica, 28 in housing sociale (fitto sociale) ed infine altri 20 da cedere con edilizia convenzionata (cooperative). L’intervento dovrebbe portare all’abbattimento di due edifici, c1 e c2,  individuati su un totale di 17 edifici, e la ricostruzione di tre nuovi edifici. Spazio anche per una ludoteca, una casa famiglia e per anziani, attività commerciali, percorsi ciclo pedonali, aree a verde e per il gioco dei bambini. Degli 8,5 milioni che serviranno per realizzare i 72 nuovi alloggi e le infrastrutture della popolosa contrada, circa 4,5 milioni dovrebbero essere a carico della Regione Campania. La restante parte, per 3,5milioni di euro a carico di privati con muti agevolati,  mentre  infine un piccolo contributo dovrebbe arrivare dalle casse comunali (450mila euro).

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