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Ex convento di Santa Maria della Purità ad Atripalda, Protocollo d’intesa per ospitare famiglie e persone indigenti

Pubblicato in data: 4/12/2019 alle ore:07:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

L’ex convento di Santa Maria della Purità ad Atripalda per aiutare famiglie e persone bisognose. Il Comune del Sabato, con la “Fondazione Conservatorio Santa Maria della Purità”, l’associazione “Don Tonino Bello onlus” e il Coordinamento provinciale “Arci. Progetto e.co.re. – Emporio Comunità resiliente” hanno approvato  un protocollo d’intesa per «porre in essere forme di collaborazione per l’apertura di uno spazio di comunità nella struttura di via Cammarota con servizi rivolti alle fasce deboli, dove promuovere un insieme di attività di garanzia sociale nell’interesse di minori, persone e famiglie in difficoltà per una concreta possibilità di superare le condizioni di vulnerabilità sociale».
Al centro dell’intervento ci sarà l’ex convento di via Cammarota che rappresenta uno dei palazzi più antichi e storici della città, vincolato dalla Soprintendenza, custode al suo interno di opere di immenso valore. Tre secoli e mezzo di storia, fondato nel 1660 dalla nobildonna Delia Laurenzano ed eretto nel 1743. Nel’antico edificio è custodito un quadro raffigurante il Volto Santo di Gesù che negli anni ’50, a seguito di un presunto sanguinamento, richiamò tantissimi fedeli in città.
L’ex Convento è di proprietà della “Fondazione Conservatorio di Santa Maria della Purità” guidata da un CdA composto dal parroco della chiesa madre di Sant’Ippolisto Martire, Don Fabio Mauriello, dall’ex sindaco Aldo Laurenzano e da Enzo Angiuoni, l’imprenditore tessile atripaldese trapiantato dagli anni ’60 in Brianza, cittadino onorario di Atripalda che non ha mai dimenticato le proprie radici.
Destinatari del progetto sono i soggetti che si trovano in una condizione di reale e temporanea difficoltà lavorativa, economico-sociale e che non riescono a sopperire a tutte le loro necessità di base e residenti nel comune di Atripalda e nei comuni ricadenti nell’Ambito Territoriale Sociale A5. Il numero stimato dei nuclei familiari da assistere potrà variare da 250, in fase iniziale del progetto, sino a raggiungere a 500 nella fase a regime.
Nel progetto voluto dal Comune con la Fondazione sono coinvolti partner di provata esperienza nel campo della lotta alla povertà come l’associazione di volontariato  “Don Tonino Bello Onlus” e il Coordinamento Provinciale Arci-Avellino. Il progetto, si legge nella delibera di giunta approvata dall’Amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Spagnuolo, «promuove le misure di lotta alle nuove povertà, in particolar modo attraverso la tutela dell’accesso al cibo e ai beni di prima necessità; la formula dell’Emporio solidale, declinata nel contesto di riferimento, permette di attingere ad un bagaglio di esperienze e metodologie di lavoro già maturate nel resto d’Italia e consente di implementare una congrua strategia di intervento; tale strategia mira a creare una proficua sinergia tra mondo del volontariato, attori pubblici e privati seguendo un approccio integrato di presa in carico della persona o del nucleo che favorisca lo sviluppo delle risorse individuali, offrendo non solo una risposta al bisogno di cibo, ma risposte molteplici che riguardano un insieme di servizi e attività di promozione sociale quali ad esempio, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: Mercatino del baratto e dell’usato per la raccolta e distribuzione di mobili, oggetti, vestiti etc; Corsi di apprendimento multilingue e laboratori per il tempo libero; Cittadinanza attiva e partecipativa».

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