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Futuro dell’ex convento di Santa Maria della Purità di Atripalda, parla il sindaco Spagnuolo: «L’iniziativa è a favore dei più bisognosi e si farà utilizzando solo pochi locali. Ringrazio la Fondazione. Come Comune assicureremo attività di controllo e monitoraggio»

Pubblicato in data: 12/12/2019 alle ore:07:30 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

«L’iniziativa si farà utilizzando pochi locali del Convento che hanno un’entrata indipendente rispetto all’apertura su via Cammarota. Quindi ci sarà un utilizzo molto parziale dei locali dell’edificio da destinare ad Emporio solidale per le famiglie e persone più bisognose della nostra città e dei comuni limitrofi».
A fare chiarezza sul progetto che interesserà ll’ex convento di Santa Maria della Purità ad Atripalda, finito al centro di un acceso dibattito, è il sindaco Giuseppe Spagnolo. La notizia della stipula di un protocollo d’intesa tra Comune, “Fondazione Conservatorio Santa Maria della Purità”, l’associazione “Don Tonino Bello onlus” e il Coordinamento provinciale “Arci. Progetto e.co.re. – Emporio Comunità resiliente” per creare uno spazio nella struttura con servizi rivolti alle fasce deboli ha diviso l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari.
«Interveniamo con l’intesa che abbiamo trovato innanzitutto con la Fondazione che gestisce il convento di proprietà della Curia – prosegue il primo cittadino – trovando una comune volontà di provare a fare un’iniziativa a favore di alcune fasce della popolazione più bisognose. C’è stata la comune disponibilità della Fondazione a voler ospitare un’attività di questo tipo in una piccola parte del convento».
L’edificio di via Cammarota custodisce un quadro raffigurante il Volto Santo di Gesù che negli anni ’50, a seguito di un presunto sanguinamento, richiamò tantissimi fedeli in città. Sulle polemiche sollevate il sindaco prosegue: «Come Comune assicureremo un’attività di controllo e monitoraggio per disciplinare meglio l’accesso a questa struttura con il lavoro dei nostri servizi sociali che dispongono di una banca dati. Inoltre proveremo a sollecitare le aziende private che potranno donare o far arrivare beni di prima necessità che dovranno poi essere distribuiti alle persone bisognose tramite l’Emporio solidale. Oltre all’intesa con la Fondazione, abbiamo trovato un accordo anche con l’associazione Don Tonino Bello e il  Coordinamento Arci che metteranno a disposizione dei volontari  per tenere aperto alcuni giorni questo punto, l’Emporio solidale per la raccolta di generi di prima necessità da smistare alle famiglie bisognose che saranno accreditate dai nostri servizi sociali. Cerchiamo di fare un’attività di aiuto alla popolazione più svantaggiata in maniera più organizzata e selettiva». Infine a chi sospetta che l’ex convento possa diventare un centro di accoglienza come il Convento delle Suore Stimmatine di via Francesco Tedesco ad Avellino, il sindaco conclude: «la Fondazione è libera di gestire il convento secondo quelle che sono le proprie finalità istituzionali perché è una struttura destinata ai più bisognosi.  La nostra iniziativa è molto limitata e rende compatibile tante altre destinazioni che la Fondazione vorrà fare. Non vedo l’attinenza tra quello che stiamo cercando di mettere in campo, che spero sia un’attività positiva per la città, e l’utilizzo del resto della struttura che è nelle mani e attiene a quelle che sono le idee e la volontà della Fondazione,che si è sempre mossa tra l’altro con grande cautela.  Come Città di Atripalda, in questa fase, dobbiamo solo ringraziare la Fondazione che ci mette a disposizione qualche locale per quest’attività sicuramente utile per la città».

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