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domenica 23 febbraio 2020
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Sicurezza edifici ad Alvanite, restano le distanze tra Amministrazione e residenti mentre l’opposizione attacca sui ritardi nei progetti già finanziati. Fotoservizio

Pubblicato in data: 20/1/2020 alle ore:07:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Restano le distanze tra i residenti di Alvanite e l’Amministrazione comunale sulla sicurezza degli edifici della grande contrada periferica di Atripalda. All’affollata assemblea pubblica di ieri mattina, tenutasi nei locali della chiesa di San Pio, c’era presente, seppur non invitati, un pezzo importante dell’Amministrazione Spagnuolo con il vicesindaco Anna Nazzaro, il capogruppo di maggioranza e delegato al Patrimonio Massimiliano Del Mauro, l’assessore al sociale e periferie Nancy Palladino e i consiglieri Costantino Pesca e Anna De Venezia che hanno  ascoltato le preoccupazioni  per le condizioni strutturali e la manutenzione degli alloggi comunali delle diciassette palazzine. Presenti anche l’ex sindaco Paolo Spagnuolo e l’ex assessore Mimmo Landi del gruppo consiliare “Noi Atripalda”  che ha portato mesi fa all’attenzione del Consiglio comunale la petizione sottoscritta nel giugno scorso da numerosi residenti e che attacca sui ritardi dei lavori, già appaltati  per le grondaie e per “Alvanite Quartiere laboratorio” . Divergenze che la prima assemblea non è riuscita a colmare.
«A noi interessava in modo urgente dare una risposta sulla sicurezza e staticità dei fabbricati e smentire una voce che aleggia ad Atripalda che vorrebbe i fabbricati costruiti qui nati con una data di scadenza – spiega il capogruppo di maggioranza, Massimiliano Del Mauro -.  Sono venuto qui per rassicurare la popolazione residente. Non esiste una data di scadenza relativa alle costruzioni e per quanto riguarda la stabilità e l’antisismicità. La struttura degli edifici è in cemento armato, con parti prefabbricate. I calcoli sono stati depositati presso il Genio Civile nel 1986 e sono strutture perfettamente rispondenti alle norme antisismiche vigenti allora. Ovviamente non lo sono alle norme antisismiche del 2020 a cui  non risponde neanche un fabbricato costruito nel 2000. Come amministrazione avevamo l’obbligo di tranquillizzare, e lo abbiamo fatto, sotto questo punto di vista la popolazione, anche perché non so se c’è stato qualcuno che ha voluto strumentalmente alimentare queste voci. Un’operazione verità che andava fatta».
Alla richiesta di manutenzione ordinaria Del Mauro conclude: «siamo consapevoli dell’esigenza di interventi su edifici e strade per rendere più decoroso il quartiere. Questo compatibilmente con le ristrettezze economiche che vive l’Ente. Interventi che oggi vengono giustamente reclamati ma che necessitano da vent’anni ad Alvanite».
Rassicurazioni che non convincono i residenti: «Non siamo soddisfatti – spiega uno dei promotori dell’assemblea, il signor Antonio Vitiello -. Come si fa a dire che questi edifici, costruiti circa 40 anni fa, rispondono alla normativa attuale. Noi vogliamo dare una scossa e che la casa dove viviamo sia sicura perché questi edifici sono stati costruiti nel post sisma. Poi basta guardare le palazzine per capire che non è stata mai fatta manutenzione ordinaria.  Ferri che escono fuori dal cemento, infiltrazioni di acqua in tutte le case, grondaie da rifare attendono ancora una risposta. Non è stata mai fatta manutenzione ordinaria». L’assemblea punta anche alla  formazione di un comitato di quartiere che manca dal 2011 «c’è la volontà di istituirlo – conclude Vitiello -. La gente mi sta spingerlo a fare ciò e io resto a disposizione del quartiere per dare un apporto a migliorare la contrada».
Non ha preso volontariamente la parola per non alimentare polemiche invece l’ex sindaco Paolo Spagnuolo: «abbiamo partecipato in religioso silenzio perché si trattava di un’assemblea spontanea organizzata dai cittadini che non avevano invitato le parti politiche anche se conoscevamo già bene le questioni in quanto come gruppo d’opposizione abbiamo presentato un’istanza con mozione in Consiglio comunale. Oggi l’Amministrazione ha inteso intervenire e ha chiarito sostanzialmente che per quanto riguarda la staticità non c’è bisogno di alcuna verifica. Ma la necessità di una verifica non è un’invenzione dei cittadini di Alvanite. Sono stati i tecnici a dirlo nella giornata d’informazione organizzata dall’Amministrazione spiegando che Alvanite presentava un codice giallo, cioè aveva bisogno di verifiche approfondite ai fini della staticità. Già su questo c’è una netta contraddizione tra quello che hanno detto i tecnici in quella sede e il comune stesso».  Ma l’ex primo cittadino solleva altre due questioni « Che fine hanno fatto i soldi stanziati per il rifacimento dei canali di gronda per il quale c’è un mutuo ottenuto dalla precedente amministrazione di 180mila euro con gara d’appalto espletata e ditta aggiudicatrice, ma non si capisce come mai non siano partiti i lavori. La seconda domanda da rivolgere all’Amministrazione è che fine ha fatto il progetto “Alvanite Quartiere laboratorio” iniziato con l’Amministrazione Laurenzano. Mi fa meraviglia che l’assessore Palladino non ne parli visto che è iniziato con lei. Siamo rimasti in ottima compagnia come comuni finanziati. Atripalda con Avellino e Benevento. Un risultato storico raggiunto dalla mia amministrazione grazie all’impegno che mettemmo presso il Ministero delle Infrastrutture e presso la Regione da parte del mio vicesindaco (Tuccia ndr.). Che fine ha fatto questo progetto? Anche qui è stata espletata la gara ed è stata individuata la ditta. Non c’è stato inoltre nessun ricorso né per la prima e né per la seconda gara, ma non si capisce che fine hanno fatto questi soldi».

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