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Nuovi scarichi abusivi nel fiume Sabato nel tratto che attraversa Atripalda, la denuncia di Franco Mazza: “non bisogna abbassare l’attenzione sulle condizioni del corso d’acqua”. Foto

Pubblicato in data: 18/2/2020 alle ore:15:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Nuovi scarichi abusivi nel fiume Sabato nel tratto che attraversa Atripalda. L’inquinamento del corso d’acqua finisce al centro di una nuova denuncia da parte dell’associazione ambientalista “Salviamo la nostra Valle del Sabato, Salviamo la nostra vita”.
Una schiuma di colore bianco è comparsa l’altra mattina nel tratto del fiume che costeggia la Dogana dei Grani di piazza Umberto, lungo via Santi Sabino e Romolo, in prossimità del confine tra il territorio atripaldese e quello del comune di Manocalzati. Immagini che hanno messo in apprensione i residenti. Il video è stato postato sulla pagina Facebook dell’associazione.
«Come spesso accade le varie sentinelle presenti sul territorio ci hanno inviato queste immagini – racconta il dottor Franco Mazza, guida dell’associazione ambientalista -. Il solito scarico che sta al centro di Atripalda, in prossimità della Dogana che ogni tanta affiora. Non è la prima volta. In passato sono state fatte anche delle segnalazioni a Vigili e Carabinieri, è stato presentato anche un esposto in Procura ma mi sembra che non ne riusciamo a venire a capo di questa storia».
I residenti chiedono di verificare l’origine della causa dello sversamento abusivo. «Al centro di Atripalda l’acqua del fiume è abbastanza pulita – prosegue Mazza -. Immagini del genere sono un brutto segnale perché se è normale trovarla inquinata a valle, ad Atripalda la situazione stava andando abbastanza bene. Però questo video dimostra che non bisogna abbassare l’attenzione sulle condizioni del fiume che noi teniamo continuamente monitorato segnalando questi episodi. Lo scorso anno abbiamo realizzato anche delle analisi che poi abbiamo confrontato con quelle dell’Arpac anche per metterle in sequenza temporale. Dai prelievi dall’Aparc e da quelli nostri i risultati confermavano la presenza di alcuni inquinanti, in particolare il mercurio, nella zona che sta a valle di Atripalda nel nucleo industriale di Pianodardine. Ovviamente ci sono scarichi di natura fecale ma la presenza del mercurio ci parla di altri tipi di scarichi. Per cui bisogna essere molto attenti e non bisogna mollare».
Sullo stato di salute della Valle del Sabato, non solo per l’acqua ma anche per l’aria, Mazza tiene a precisare: «alcuni passi avanti si sono fatti. Non si può dire che la situazione è uguale a quella di sei o sette anni fa. Non c’è trasferenza verso siti di stoccaggio privati, sullo Stir abbiamo gli occhi addosso visto che c’è anche un’indagine in corso, non ci sono più le emissioni della Novolegno. Possiamo discutere della necessità di una riconversione della Novolegno, siamo solidali con gli operai però c’era un quantità di emissioni molto significativa che venivano fuori da quell’opificio. In linea di massima c’è più attenzione sull’argomento. Ci sono segni di miglioramento ma c’è molto da fare ancora perché ci sono grande resistenze in alcune istituzioni. Abbiamo ancora sul tavolo delle amministrazione la richiesta  di monitoraggio con le centraline di una startup innovativa dell’Università di Salerno e dopo alcune incomprensioni sembra che questa cosa ora stia passando. Sia con il sindaco di Avellino che con quello di Atripalda abbiamo aperto una discussione, con quest’ultimo che si è mostrato molto interessato. Speriamo che questa cosa si possa fare anche per avere maggiori dati sulle fonti delle emissioni.  Capire da dove provengono gli inquinanti è fondamentale per agire meglio. Certo sulla questione dell’inquinamento si è incominciato ma bisogna lavorarci molto perché le centraline continuano a sforare. Ancora ieri abbiamo avuto uno sforamento della centralina di via Piave, siamo a ventiquattro dall’inizio dell’anno. Questa di Avellino è una delle condizioni più gravi di tutta la regione Campania . Su questo qualcosa si sta incominciando a fare ma bisogna accelerare perché la qualità dell’aria incide pesantemente sulla salute di una vasta area della popolazione».

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