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Regolamento per le misure di contrasto all’evasione e morosità dei tributi locali: scontro sulle sanzioni in Consiglio, l’opposizione incalza la maggioranza

Pubblicato in data: 27/2/2020 alle ore:08:30 • Categoria: Attualità, PoliticaStampa Articolo

L’opposizione incalza la maggioranza nel Consiglio comunale di Atripalda e slitta l’approvazione del Regolamento per le misure preventive per sostenere il contrasto dell’evasione e morosità dei tributi locali del Decreto legge n.34 del 30 aprile del 2019.
Il punto portato in aula e discusso a lungo l’altra sera durante l’ultima riunione del parlamentino cittadino, convocato dal sindaco Giuseppe Spagnuolo in seduta straordinaria, è stato alla fine rinviato, nonostante fosse già stato discusso nella conferenza dei capigruppo, con l’accoglimento di alcune modifiche proposte dal gruppo consiliare di minoranza “Noi Atripalda”, come di eliminare la fideiussione bancaria e assicurative richiesta al contribuente moroso e la concessione di dilazione dei pagamenti con modalità più lunghe e accessibili a tutti. Uno scontro sulle sanzioni in aula.
A relazione in aula è stato l’assessore al Patrimonio e capogruppo di maggioranza Massimiliano del Mauro: «Recepiamo il decreto legge. Si tratta di uno strumento molto semplice ed efficace per contrastare la morosità che è sempre difficile da combattere, soprattutto rispetto alla componente Tari che è quella che poi ci crea delle difficoltà nell’immediato. Uno strumento che ci consente di snellire e velocizzare le procedure e convincere il contribuente moroso a venire sugli Uffici per addivenire ad una definizione della situazione di morosità in modo più rapido per evitare che si allunghino i tempi, crescano le cifre e diventi sempre più difficile pagare. Se c’è la disponibilità del contribuente  a pagare ci sarà anche quella dell’Ente ad andare incontro al contribuente con modalità di dilazioni più lunghe sulle quali si impegna la Giunta portando da 48 a 60 rate. Si invia al contribuente moroso una comunicazione. Entro i trenta giorni successivi può venire all’Ufficio tributi e regolarizzare la propria posizione o pagando o chiedendo di essere ammesso alla rateizzazione. Se non lo fa nei quindici giorni successivi l’ufficio può disporre la sospensione per 90 giorni dell’attività. In questo tempo c’è sempre possibilità di ricorrere al pagamento o rateizzazione».
A preannunciare al contrarietà della minoranza è stato l’ex assessore al Bilancio Mimmo Landi: «Togliere la licenza ad un commerciante significa togliere l’unica possibilità di sostentamento ad una famiglia atripaldese. E questo mi sconforta tantissimo. Ci sono altri strumenti su cui puntare per accelerare, attivando le procedure di riscossione coattiva dopo i sessanta giorni della scadenza dell’avviso per i morosi è l’opportunità che ci consente di verificare la capacità contributiva del moroso perché attraverso il pignoramento del conto corrente e del fermo amministrativo. Se il moroso non vuole pagare allora attiviamo la riscossione coattiva, ma se non può chiudergli l’attività diventa eccessivo con il rischio di diventare uno Stato di polizia tributaria in un momento molto particolare».
Del Mauro invece evidenzia la possibilità concessa dal Decreto legge agli enti locali. Dopo un lungo e duro botta e risposta con interventi tra maggioranza e opposizione del sindaco Giuseppe Spagnuolo «la priorità è assicurare giustizia sociale nei confronti di tutti i contribuenti atripaldesi e il recupero va fatto proprio nei confronti di chi fa sacrifici per pagare mentre l’ex sindaco Paolo Spagnuolo «è uno strumento pericoloso» sull’opportunità o meno di sospendere la licenza commerciale alla fine l’aula opta all’unanimità nella proposta di rinvio del Regolamento e di riportarlo in discussione nel prossimo Consiglio con le modifiche richieste. «Non ci sono chiusure – conclude Del Mauro – nei confronti di tutti con questo Regolamento».

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