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Debito fuori bilancio per gli espropri di terreni per la realizzazione dell’ex Centro Pmi ad Atripalda: al via il pagamento delle prime due rate

Pubblicato in data: 18/3/2020 alle ore:08:26 • Categoria: Attualità, Comune

Al via il pagamento del debito fuori bilancio legato agli espropri di terreni per la realizzazione dell’ex Centro Pmi di via San Lorenzo ad Atripalda.
Dopo il riconoscimento del debito fuori bilancio avvenuto a fine febbraio in Consiglio comunale con l’approvazione del parlamentino cittadino del Piano triennale di rateizzazione del pagamento di 600mila euro, che costituisce parte del debito di oltre un milione di euro maturato a seguito della sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Napoli,  il responsabile del IV Settore – Servizio Ambiente di Palazzo di città, Vincenzo Caronia, ha firmato e pubblicato la determina con la quale si procede ad accantonare presso il Mef (Ragioneria Territoriale dello Stato di Napoli) la somma complessiva di 200mila euro per la prima rata di 150mila euro entro il 3 aprile e la seconda rata da 50mila euro entro il 31 luglio.
Per il 2021 invece la somma da pagare è di 150mila euro entro il 28 febbraio  e 50mila euro entro il 31 luglio del 2021. Infine per l’anno 2022 i restanti 150mila euro entro il 28 febbraio e 50mila euro entro il 31 luglio.
«Abbiamo attivato il procedimento per il pagamento delle prime due rate previste dal piano triennale di rateizzazione approvato in Consiglio comunale» spiega il sindaco Giuseppe Spagnuolo.
Tutto nasca da un lungo contenzioso che ora è giunto in Cassazione.
Si parte dalla Quinta Sezione della Corte di Appello di Napoli che con sentenza n.4266 del 2018, aveva determinato l’indennità di esproprio concernente i terreni di proprietà della famiglia Gengaro, Luisiamaria e Adriana, difese dagli avvocati Antonio e Caterina Barra, siti in località via San Lorenzo ed espropriati dal Comune per realizzarvi il Centro Pmi. La somma fissata come indennità era stata di un milione e 150mila euro e la relativa indennità di occupazione legittima dal 25 marzo 1996 al 27 giugno del 2000 nell’importo di 233.432,60 euro. La Giunta,  nel novembre 2018, propose ricorso per Cassazione chiedendo in via preliminare la sospensiva della sentenza della Corte d’Appello. Con ordinanza n.1941 del 04/07/2019 emessa sempre dalla stessa Corte di Appello di Napoli sveniva sospesa l’efficacia esecutiva della sentenza n.4266/2018 nella parte eccedente l’importo di 600mila euro.
A seguito di un’articolata trattativa tra Comune e la famiglia Gengaro sulle modalità di pagamento del debito, l’avvocato Antonio Barra, aveva depositato in Comune una proposta di accordo del pagamento della somma complessiva di 600mila euro ripartito in tre anni. E con la determina approvata si dà corso all’accordo.
«Noi abbiamo presentato ricorso in Cassazione – conclude il primo cittadino -. In attesa della decisione procediamo al pagamento dei 600mila euro in tre anni».

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