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Emergenza coronavirus, Santacroce (Cisl Fp): «No all’utilizzo delle cliniche private: non sono pronte. Si rischia un contagio a catena»

Pubblicato in data: 26/3/2020 alle ore:18:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

«L’emergenza coronavirus non conosce sosta: c’è bisogno di comunità di intenti per garantire i lavoratori impegnati in prima linea e i pazienti covid-19 positivi così come i casi definiti sospetti», il segretario generale della Cisl Fp IrpiniaSannio, Antonio Santacroce, e il coordinatore provinciale Cisl Fp Sanità pubblica e privata, e Walter Mario Musto, chiedono il sostengo di Asl e Azienda ospedaliera «Moscati» per far fronte all’emergenza sanitaria che interessa la provincia di Avellino e scartano l’ipotesi dell’uso della cliniche private. 

«Servono risposte adeguate e concrete in termini di apparecchiature e strutture in grado di accogliere i contagiati che devono essere curati in ambienti in reparti adeguatamente attrezzati. I posti letto senza attrezzature non servono a nulla: quindi, scartiamo la proposta, da qualcuno avanzata, di mettere a disposizione le cliniche private. Questa opzione potrebbe essere percorribile solo per i ricoveri di pazienti non Covid-19 utilizzando sia le cliniche private sia le residenza sanitaria assistenziale. Ma non in questo momento: ora potrebbe addirittura aggravare la situazione provocando contagi a catena per la scarsa disponibilità di dispositivi di protezione individuale». 

«Adesso bisogna concentrarsi sull’emergenza e quindi sarebbe opportuno aprire un confronto tra Asl, Moscati, strutture private e parti sociali per la condivisione delle professionalità che nel pubblico scarseggiano: questo sì, sarebbe un grande passo in avanti. Un’idea potrebbe essere quella di prevedere la possibilità di utilizzo di personale sia medico sia infermieristico del privato presso le strutture pubbliche in modo da non compromettere la funzionalità degli ospedali per tutta la durata dell’emergenza e superando sia l’incompatibilità pubblico/privato sia le richieste di Cig previste dalle strutture private».

«Al momento, abbiamo soltanto due strutture che dispongono di terapia intensiva e sub intensiva, agire per concretizzare il progetto della palazzina Alpi con 52 posti letto riservati al Covid-19. Concentrare il tutto in un solo luogo è la soluzione migliore per non disperdere energie e risorse sia umane sia economiche». 

«Massima attenzione anche sulla distribuzione dei dispositivi di protezione individuale: siamo fortemente preoccupati di come potranno essere gestiti e garantiti i servizi nelle numerose strutture di residenza sanitaria assistenziale presenti sul territorio se non arriveranno i tanto attesi Dpi». Inoltre, «per risolvere la problematica della carenza di personale infermieristico e di operatori sociosanitari, si dovrebbe procedere alla trasformazione a full-time degli operatori delle cooperative con contratti part-time operanti nelle strutture ospedaliere di Ariano Irpino, Sant’Angelo dei Lombardi, Bisaccia e Solofra».

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