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Coronavirus, la Santa Messa di Papa Francesco: «Non è il tempo degli egoismi. Non abbiate paura, la speranza è Cristo risorto»

Pubblicato in data: 12/4/2020 alle ore:23:40 • Categoria: Attualità

«La notte di un mondo già alle prese con sfide epocali ed ora oppresso dalla pandemia, che mette a dura prova la nostra grande famiglia umana. In questa notte è risuonata la voce della Chiesa: ‘Cristo, mia speranza, è risorto!’». Papa Francesco ha celebrato questa mattina la messa di Pasqua dall’altare della Cattedrale, nella basilica di San Pietro in Vaticano. Un lungo, infinito, minuto di silenzio ha sostituito l’omelia. Per Papa Francesco, «è un altro ‘contagio’, che si trasmette da cuore a cuore – perché ogni cuore umano attende questa Buona Notizia. È il contagio della speranza: ‘Cristo, mia speranza, è risorto!’».
«Per molti è una Pasqua di solitudine, vissuta tra i lutti e i tanti disagi che la pandemia sta provocando, dalle sofferenze fisiche ai problemi economici», ha riconosciuto il Pontefice nel suo messaggio ‘Urbi et Orbi’. «Il mio pensiero quest’oggi – ha detto – va soprattutto a quanti sono stati colpiti direttamente dal Coronavirus: ai malati, a coloro che sono morti e ai familiari che piangono per la scomparsa dei loro cari, ai quali a volte non sono riusciti a dare neanche l’estremo saluto». «Il Signore della vita accolga con sé nel suo regno i defunti – ha continuato – e doni conforto e speranza a chi è ancora nella prova, specialmente agli anziani e alle persone sole». «Non faccia mancare la sua consolazione e gli aiuti necessari a chi si trova in condizioni di particolare vulnerabilità, come chi lavora nelle case di cura, o vive nelle caserme e nelle carceri», ha aggiunto il Pontefice.
«Oggi l’Unione Europea ha di fronte a sé una sfida epocale, dalla quale dipenderà non solo il suo futuro, ma quello del mondo intero. Non si perda l’occasione di dare ulteriore prova di solidarietà, anche ricorrendo a soluzioni innovative». Così il Papa: «L’alternativa – ha detto – è solo l’egoismo degli interessi particolari e la tentazione di un ritorno al passato, con il rischio di mettere a dura prova la convivenza pacifica e lo sviluppo delle prossime generazioni».

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