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Istituto Comprensivo di Atripalda di nuovo nella bufera, la componente genitori scrive al Ds per criticare la Dad e all’Amministrazione: «Chiediamo di assumere le posizioni dovute al ripristino degli equilibri»

Pubblicato in data: 26/5/2020 alle ore:07:30 • Categoria: Attualità

Nuove polemiche si addensano sull’Istituto Comprensivo “De Amicis-Masi” di Atripalda. Una doppia missiva, dai toni forti e critici, sottoscritta da una parte della componente genitori guidata dal presidente del Consiglio d’Istituto Roberto Savarese unitamente ai cinque consiglieri Lia Gialanella, Paolo Berardino, Marianna Della Sala, Luca Giovino e Lidia Vespiano, è stata inviata a dirigente scolastico e all’Amministrazione comunale. La prima lettera, indirizzata al ds Amalia Carbone, si sofferma sulla gestione della Didattica a distanza in questi mesi: «noi rappresentanti, ma ancor prima in qualità di genitori, vogliamo sottoporre alla sua attenzione il disappunto per come ha gestito questi mesi che ci ha visto tutti coinvolti» attraverso la piattaforma Argo, quella di BSMART e poi con Cisco Webx. «Secondo il nostro parere i nostri bambini hanno perso più di due mesi di lezione, a causa del vostro modo di intendere la Dad – scrivono -. Abbiamo provato a interfacciarci con lei cercando eventuali alternative, ma ci ha liquidato con un “chest’ è” e nel momento in cui abbiamo trascritto il nostro disappunto in merito ci ha sempre liquidato dicendo che non è tenuta ad alcuna spiegazione. Gentile dirigente la comunità di Atripalda non merita un “chest’ è”, ma soprattutto non ci stà. I perdenti purtroppo sono stati i nostri figli, che sono stati privati di lezioni e di avere un normale contatto con le maestre».
La seconda lettera inviata al Comune è indirizzata oltre che al sindaco Spagnuolo anche all’Assessore alla Pubblica Istruzione Anna Nazzaro e all’Assessore alle Politiche Sociali Nancy Palladino nonché alla Giunta. «Gentilissimi, abbiamo tentato ogni forma di comunicazione, garbata, decisa. Abbiamo richiesto e accondisceso anche di fronte all’essere implicitamente e esplicitamente ignorati – scrivono i sei genitori -. La verità è una. L’Istituto Comprensivo di Atripalda versa nel caos, inutile imputare l’accentuarsi di questa confusione all’avvento del Covid 19. Una scuola che apicalmente vuole rappresentare lo Stato, con silenzi, imposizioni, circolari smentite e rigirate, talvolta incomprensibili, con interpretazioni unilaterali e inflessibili della legge non rappresenta né la comunità atripaldese né la fucina culturale, sociale e formativa delle giovani menti che un giorno andranno ad essere gli adulti della nostra società. In un momento in cui la famiglia assume una posizione baricentrica nel processo formativo dei nostri ragazzi, abbiamo avuto un’interfaccia arida e sprezzante del nostro ruolo genitoriale». Rivolgono un appello ai docenti a restare e non andare via: «Stiamo perdendo la battaglia degli iscritti e proveremo a recuperare, ma non vogliamo perdere quella dei nostri docenti, ai quali diciamo: “Vi preghiamo di restare, non andate via». Infine l’invito all’Amministrazione ad intervenire con urgenza assumendosi le responsabilità: «Chiediamo alle Istituzioni di intervenire a tutela della comunità che rappresentiamo. Abbiamo apprezzato e condiviso il garbo stilistico e comportamentale, ma l’infruttuosità di tale atteggiamento è un’evidenza, sia da parte vostra che da parte nostra. Basta far finta di niente e di provare a lavare i panni sporchi in una famiglia che non si è mai costituita. La situazione ha assunto tutti i caratteri di un disagio sociale. Le collaborazioni sane, proficue e di buon senso, possono avere vita, lo abbiamo dimostrato, ma continuare a navigare a vista, non è una condizione che possiamo sostenere oltre per i nostri figli. Chiediamo al sindaco Spagnuolo e agli assessori di prendere atto delle circostanze e di assumere le posizioni dovute al ripristino degli equilibri».

 

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