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Il Comune di Atripalda torna a soccombere dinanzi al Giudice di Pace di Avellino, l’avvocato Aquino: «L’autovelox va posto in lockdown»

Pubblicato in data: 2/6/2020 alle ore:07:00 • Categoria: Attualità

«L’autovelox di Atripalda va posto in lockdown» è la richiesta al Comune del Sabato che torna a soccombere dinanzi al Giudice di Pace di Avellino per le multe elevate con la colonnina installata lungo la Variante Sette bis. Con l’avvio della Fase 2,itornano anche le sconfitte dinanzi la magistratura giudicante.
Sono state pubblicate, sull’albo pretorio di Palazzo di Città, le nuove determine per impegno e liquidazione di spese di giustizia a favore degli avvocati Tiziana Barletta (sentenza n.580/2020), Ciro Aquino (sentenze n.390, 391 e 395 del 2020), Antonella Sorice (sentenza 278/2020), Viviana Rita Iacobellis (sentenza n.2959/2019) a seguito di sentenze sfavorevoli emesse dai Giudici di Pace di Avellino, Ernesto Cerullo che ha accolto i ricorsi presentati dagli automobilisti contro i verbali di contravvenzione emessi dall’apparecchio elettronico istallato lungo la Variante nel giugno del 2018.
«L’autovelox Atripalda va posto in lockdown – chiede l’avvocato Ciro Aquino, difensore di moltissimi automobilisti multati – . Le difficoltà economiche generatesi dopo il Covid sono tali che non sono sopportabili balzelli per la velocità di qualche km in più rispetto al limite di velocità. Gli automobilisti non possono sostenere il mancato gettito di mancate entrate tributarie nelle casse comunali. Chiediamo uno stop degli accertamenti fino alla fine dell’anno. Tanti cittadini non sono in grado di pagare né il verbale né di comprare i contributi unificati per fare ricorso. Questa è la realtà. È necessario rimettere il Paese in cammino, altro che limitare la velocità».

A queste sentenze si aggiungono altre due a favore degli avvocati Vincenzo Porciello (sentenza n. 35/2011), Anita Lo Chiatto (sentenza nr.460/2010), relative a contravvenzioni, emesse dal Giudice di Pace di Grottaminarda.
Nonostante le numerose sconfitte dinanzi al Giudice di Pace l’autovelox si sta rilevando uno strumento per risanare il bilancio di Palazzo di città. Il primo cittadino ha sempre difeso la bontà della scelta: «l’autovelox sta lì per ragioni di sicurezza stradale e come deterrente di violazioni al codice della strada. Oggi i veicoli percorrono quel tratto di strada con velocità più moderate. E’ stato raggiunto il risultato di tenere quel tratto della Variante, nel territorio di Atripalda, in maggiore sicurezza stradale rispetto a prima» mentre la delegata al Contenzioso, Giuliana De Vinco, aveva difeso la legittimità dell’operato amministrativo: «se vero è che l’Ente soccombe, vero non è che soccombe così tante volte. Sin dall’inizio l’ente ha predisposto una difesa precisa e puntuale. Si sono avute molteplici pronunce positive, come sappiamo anche in Appello, e non ultimi ci sono stati dispositivi del Giudice di Pace positivi per l’Ente. Ciò posto, si vuole mitigare il convincimento “prima facie” che l’ente stia perpetrando nel comminare sanzioni illegittime. Ed è per questo che ci confortano i recenti rigetti dinanzi al Gdp che riconoscono la legittimità delle attività compiute dall’Ente circa la segnaletica, la collocazione, la conformità circa la Direttiva Minniti, l’autorizzazione prefettizia e tutto il procedimento correlato. Tali sentenze sicuramente confortano il nostro convincimento ma sopratutto danno merito all’operato del comandante Giannetta e di questa Amministrazione che in maniera silente lavora con costanza e diligenza e attenzione molto di più la risoluzione dei problemi che la propaganda disfattista».

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