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Il Comune di Atripalda sconfitto dinanzi al Tar di Salerno rilascia dopo trent’anni il permesso a costruire

Pubblicato in data: 19/6/2020 alle ore:07:00 • Categoria: Comune, Cronaca

Si è conclusa con il rilascio del permesso di costruire una lunga vicenda giudiziaria che ha visto contrapposti, da un lato, le signore Deborah Schettino e Assunta Graziano e dall’altro il Comune del Sabato che nel giugno 2014 aveva notificato alle signora Schettino, proprietaria di un fabbricato ubicato in località San Gregorio e alla signora Graziano, titolare del diritto di abitazione, l’ordinanza di demolizione dell’immobile e di ripristino dello stato dei luoghi.

La controversia risale al 1981, quando la signora Graziano realizzò il fabbricato e, a distanza di qualche anno, nel 1986, presentò istanza di condono edilizio.  Dopo circa 30 anni, segnatamente il 13.12.2013, L’Ente di Piazza Municipio emise la concessione in sanatoria (condono edilizio).

L’anno successivo la signora Graziano eseguì interventi di ristrutturazione del fabbricato condonato, bloccati da un sopralluogo del personale dell’Ufficio tecnico e del Corpo di Polizia Municipale a cui faceva seguito ordinanza di demolizione e rimessa in pristino dello stato dei luoghi «poiché erano in corso di esecuzione lavori senza il prescritto permesso di costruire». Ne seguì anche il sequestro preventivo del cantiere.

Le signore Schettino e Graziano presentarono all’Ente Comunale istanza di annullamento in autotutela avverso l’ordinanza demolitoria, rigettata dall’Utc che emetteva anche preavviso di annullamento della concessione edilizia in sanatoria condono edilizio rilasciata nel 2013. Ordinanza demolitoria impugnata dalle signore Schettino e Graziano dinanzi al Tar di Salerno. Nelle more del giudizio, il Comune di Atripalda emetteva un nuovo provvedimento a contenuto plurimo avente ad oggetto l’annullamento del condono edilizio con emissione di una nuova ordinanza di demolizione.

Pertanto, le signore Schettino e Graziano presentavano, attraverso gli avvocati Walter e Barbara Visilli del Foro di Avellino, un secondo articolato e complesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale. avverso tale nuovo provvedimento amministrativo. Il Tar nel 2017 con sentenza annullò in toto l’atto impugnato condannando il Comune di Atripalda al pagamento delle spese e competenze legali nonché del compenso per l’attività espletata dal tecnico Verificatore nominato dal giudice. Il Tar accolse anche le ulteriori ragioni di impugnazione, concernenti i lavori di ristrutturazione del 2014, escludendo la sussistenza delle illiceità riscontrate dal Comune ovvero «l’intervenuta traslazione del fabbricato e la diversità di sagoma, superficie e volumetria, rispetto al preesistente edificio (condonato)».

In conseguenza di tale sentenza, il Comune ha rilasciato il permesso di costruire con il quale le signore Graziano e Schettino potranno completare l’intervento di ristrutturazione iniziato nel 2014. «L’annullamento d’ufficio, dopo circa 30 anni, del condono di un fabbricato realizzato nel 1981 è di per sé un fatto singolare – commentano i legali Walter e Barbara Visilli –. A ciò si aggiunga che il Comune, nel 2013, aveva addirittura ufficializzato il condono (peraltro, già prodottosi per silenzio-assenso) attraverso l’adozione di un atto formale di sanatoria (prot. 22753). In definita, la condotta serbata dal Comune di Atripalda si pone, come stigmatizzato dallo stesso Tar di Salerno “in contrasto con i canoni di trasparenza, efficienza e buon andamento, che devono guidare l’azione della Pubblica Amministrazione”».

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