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Crollano calcinacci dai balconi delle palazzine a contrada Alvanite ad Atripalda, i residenti denunciano: “Amministrazioni assenti negli anni, attendiamo ancora una verifica sulla sicurezza dei prefabbricati pesanti”

Pubblicato in data: 27/6/2020 alle ore:08:00 • Categoria: Attualità

Crollano calcinacci da alcuni balconi delle palazzine popolari a contrada Alvanite ad Atripalda, proteste tra i residenti il giorno dopo. Per fortuna solo tanta paura nel popoloso quartiere periferico della cittadina del Sabato dopo il crollo di calcinacci staccatisi da alcuni balconi. Un crollo che ha richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Avellino che con una lunga scasa sono intervenuti per mettere in sicurezza l’area.
A denunciare l’episodio, con tanto di foto postate sulla propria pagina di Facebook, è stata l’Associazione Contrada Alvanite. A finire sotto accusa, ancora una volta così come successo mesi fa durante un’assemblea pubblica svoltasi nella chiesa di San Pio, è l’amministrazione del sindaco Giuseppe Spagnuolo. E così dopo l’assemblea pubblica e l’ultimo episodio di ieri i residenti tornano a chiedere verifiche sugli edifici. «Nessuno parla più di effettuare una verifica sulla sicurezza dei prefabbricati pesanti di contrada Alvanite – spiega uno dei promotori della petizione, il signor Antonio Vitiello -. Già alla vecchia amministrazione feci delle segnalazioni sulla caduta di calcinacci e sui ferri che escono fuori dai muri ma non è stato mai fatto niente. Con la petizione raccolsi 150 firme per chiedere che venisse fatta una verifica sugli edifici. Non è possibile che dopo 30 anni il sindaco Giuseppe Spagnuolo e il capogruppo Del Mauro dicano che non c’è scadenza nei fabbricati. Questa è una situazione vecchia, c’è un ritardo accumulato da decenni. Per questo facemmo quella petizione per sollecitare interventi. Ci sono tanti contributi e mi chiedo come mai non sia possibile che non possiamo usufruire di un progetto di rinascita? Noi vogliamo le cose concrete. Qui non è stata fatto neanche un intervento ordinario mentre l’amministrazione rinvia sempre. Non è cambiato nulla e non cambierà nulla. Spero che questo ultimo episodio scuota un po’ l’Amministrazione di intraprendere una strada da fare». A cinque mesi dall’assemblea pubblica in cui emersero forti le distanze con gli esponenti dell’Amministrazione comunale Spagnuolo sulla stabilità dei diciassette edifici i residenti protestano: «La sicurezza degli edifici è al primo punto ma oggi nessuno ne parla – conclude Antonio Vitiello -. Avevamo richiesto in primis che fosse effettuata una verifica sui palazzi, e che fosse data per iscritto la riposta. Come si fa a dire che questi edifici, costruiti circa 40 anni fa, rispondono alla normativa attuale? Vogliamo che si accerti se le case in cui viviamo siano sicure, se vanno bene o si debbano abbattere o se va effettuata una manutenzione ordinaria o straordinaria. Basta guardare le palazzine per capire che non è stata mai fatta la manutenzione ordinaria. Ferri che escono fuori dal cemento, infiltrazioni di acqua in tutte le case, grondaie e coperture da rifare attendono ancora una risposta. Da qui è nata la protesta. Per cui attendiamo ora una scossa».

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