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Cadono calcinacci ad Alvanite, dopo le proteste e la rabbia parla l’assessore al Patrimonio e capogruppo Massimiliano Del Mauro: «si deve arrivare all’abbattimento e ricostruzione di tutti i 17 fabbricati. Il problema è reperire i fondi»

Pubblicato in data: 28/6/2020 alle ore:12:30 • Categoria: Attualità, Comune

«Dalla parte dell’Amministrazione c’è tutto l’impegno necessario per verificare se ci sono strade da percorrere per poter arrivare ad una soluzione radicale del problema altrimenti tutti gli interventi che faremo  sono pannetti caldi». Il giorno dopo il crollo di calcinacci da alcuni balconi delle palazzine popolari a contrada Alvanite ad Atripalda e le proteste dei residenti e dei giovani dell’Associazione culturale di quartiere, parla l’assessore al Patrimonio e capogruppo di maggioranza in Consiglio comunale, Massimiliano Del Mauro. Promette l’impegno per un intervento radicale che poi spiega meglio «si deve arrivare all’abbattimento e ricostruzione di tutti i 17 fabbricati. Non so se comincerà con uno, con due o con tutti. Il problema è reperire i fondi, i finanziamenti mirati e finalizzati a questo lavoro. E’ chiaro che non c’è esclusione diversa, perché a mio modo di vedere qualsiasi intervento diverso rischierebbe oggi di essere un palliativo, una soluzione che poi ti dà un ristoro nell’immediato ma molto breve e non durato. L’unica cosa sensata da fare è la sostituzione dei fabbricati attuali con fabbricati nuovi. Non vedo un’altra soluzione».
Un intervento radicale che comunque richiederà tempo sia nel reperire i fondi che nella presentazione della progettazione mentre oggi dai balconi si staccano e vengono giù lastre di marmo e calcinacci ed escono ferri arrugginiti. Alcune terrazze sono state dichiarate inagibili dai Vigili del Fuoco di Avellino intervenuti l’altra mattina nonostante la spicconatura effettuata tant’è che le aree a verde sottostante sono state transennate «Capisco le difficoltà e le limitazioni di inibizioni dei balconi che comportano le transenne – commenta Del Mauro – ma se c’è pericolo non c’è altra soluzione per mettere in sicurezza per il momento l’edificio».
Un episodio che ha fatto montare la rabbia delle migliaia di residenti a cinque mesi dall’assemblea pubblica in cui emersero forti le distanze con gli esponenti dell’Amministrazione comunale Spagnuolo sulla stabilità dei diciassette edifici e la petizione con oltre 150 firme che chiede una verifica sulla sicurezza dei prefabbricati pesanti.
«A questa richiesta noi abbiamo risposto in modo tecnico, ci sono le carte del Genio Civile – prosegue Del Mauro – che attestano l’idoneità e l’agibilità comunque di fabbricati costruiti con i criteri antisismici dell’epoca perché trattandosi di costruzioni antisismiche rispettano le norme antisismiche in vigore all’epoca. E’ chiaro che poi con gli anni tali norme si siano modificate nel ’90 ma così ci sono tanti altri edifici.  Quanto al fatto che il quartiere tutto necessiti di corposi e grossi interventi di manutenzione, che potremmo definire antieconomici ed ingenti, questo lo sappiamo. Ma questo lo sanno anche le amministrazioni, tre o quattro, che ci hanno preceduto.  Ma Alvanite non è fatiscente da un anno ma sta così da almeno 15 anni. Cominciamo a dirci questo e non credo che siano stati mai fati interventi massicci perché c’è la necessità di un intervento radicale sicuramente dopo aver messo in sicurezza nei prossimi mesi i fabbricati che presentano delle criticità più accentuate. Stiamo già lavorando per capire se c’è qualche strada per poter accedere a forme di finanziamento regionale e europeo per il contrasto al degrado dell’edilizia residenziale pubblica. Si discute anche di “Alvanite Quartiere Laboratorio” come qualcosa che si vuole imputare a quest’amministrazione ma ricordo che se ne parla di tale progetto dal 2007. Noi probabilmente arriveremo a mettere la parola fine a questo progetto sia che parta oppure no».

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