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Follia di Ferragosto al parco San Gregorio di Atripalda, otto denunciati per rissa dai Carabinieri di Atripalda. Polemiche sui social per i mancati controlli e il degrado dell’area

Pubblicato in data: 17/8/2020 alle ore:08:00 • Categoria: Cronaca

Follia di Ferragosto al parco San Gregorio di Atripalda. Nel giorno della tradizionale scampagnata del 15 agosto il grande polmone verde che sovrasta la cittadina del Sabato è stato teatro di una violenta rissa conclusasi con ben 8 denunciati dai Carabinieri. Prima gli insulti, poi calci e pugni tra due gruppi familiari, uno di Atripalda residente a contrada Alvanite e un altro proveniente da Avellino.
Per motivi ancora da chiarire e sui quali stanno provando a fare piena luce i Carabinieri del Comando provinciale di Avellino unitamente ai militari della locale stazione, alcune persone appartenenti alle due famiglie, che già si conoscevano e che avevano deciso di trascorrere questo Ferragosto al tempo del Covid all’aria aperta e nella serenità familiare. Proposti ben presto naufragati sotto gli alti fusti dell’ex pineta Sessa dove invece se le sono date di santa ragione e uno dei litiganti è finito anche in ospedale per far ricorso alle cure mediche.
Alla base della violenta discussione ci sarebbero futili motivi o qualche bicchiere di troppo che ha fatto da innesco alla rissa. Sono in corso gli accertamenti da parte degli uomini della Benemerita della Stazione di Atripalda, guidati dal comandante Marco Passato, in merito alla rissa scatenatasi tra i due nuclei familiari che ha prodotto molta paura tra le persone giunte sabato scorso nel parco pubblico per trascorrere qualche momento di spensieratezza. Fatto sta che alla fine ben otto persone, componenti delle due famiglie, tra cui tre donne, sono stati denunciati per rissa dai Carabinieri.
La notizia di cronaca è subito rimbalza sulle pagina social cittadine di Facebook scatenando polemiche e proteste. Polemiche per la mancata vigilanza di un luogo pubblico che nel giorno di Ferragosto è stato preso d’assalto da tante famiglie per la tradizionale scampagnata e le proteste il giorno dopo per il degrado e i rifiuti abbandonati ovunque.
Il responsabile della pagina social “ABC Atripalda Bene Comune” Roberto Renzulli invoca maggiori controlli e denuncia la mancanza di un presidio di sicurezza: «Manca il Presidio. Forze dell’ordine, Protezione Civile, Volontari, ma se non ci sono in giorni come questo, quando? – si chiede con alcuni lettori e commentatori del social -. Parco Pubblico aperto, ma due volontari li volete mettere davanti ai cancelli, ma pure per dare una testimonianza, dare informazioni, essere d’aiuto, vigilanza, deterrente per coloro che lasciano immondizia. Tutti volontari quando volete portare i pacchi e per mettere le medaglie, quando ci sta da lavorare tutti al mare».
E i commenti sono tutti di condanna e sdegno per i comportamenti incivili dei gitanti che hanno lasciato le aree adibite al pic-nic completamente ricoperte da rifiuti di ogni genere. «Da 10 anni succede questo – scrive Vittorio – non si è capito che durante queste festività il parco andrebbe chiuso, perché dopo queste sono le conseguenze».
Si chiedono maggiori controlli. Pochi giorni fa era stato proprio il gruppo consiliare di “Noi Atripalda” a presentare un esposto al prefetto per quanto riguardava gli ultimi episodi di violenza che hanno colpito la cittadina del Sabato «interessata da numerosi fatti che pongono la cittadinanza in uno stato di ansia e timori» accusando il sindaco, «nonostante la competenza in materia di sicurezza pubblica, le sue funzione, riconosciute dalla legge, di polizia giudiziaria, di vigilanza sull’ordine pubblico ed il potere di adottare ordinanze urgenti in caso di pericolo per l’incolumità dei cittadini» di non aver posto in essere azioni e invocando l’intervento del Prefetto «autorevole ed urgente volto a garantire che, soprattutto in questo periodo estivo, i nostri ragazzi possano socializzare e divertirsi con la spensieratezza tipica della loro età e i loro genitori, che oggi sopportano una sensazione di impotenza e rabbia, possano nuovamente essere cittadini liberi in una città sicura».

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